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Approvata la riforma dell'Università dal Consiglio dei Ministri. In attesa dei prossimi decreti dobbiamo creare un movimento di resistenza forte e per questo ci uniremo a Cub Scuola per costituire insieme un settore università forte che contrasti anche a livello nazionale l'applicazione di queste normative. No all'aziendalizzazione degli atenei e alla messa in mobilità del personale tecnico amministrativo. In sintesi un'aziendalizzazione spicciola a scapito di ricerca e didattica e dei posti di lavoro. Ecco i punti essenziali: - i rettori possono essere anche nominati e hanno sempre più poteri;
- i CdA i cui membri sono al massimo 11, non sono più elettivi ma di nomina; non è prevista la partecipazione del personale tecnico amministrativo; è previsto un solo rappresentante degli studenti; il 40% dei membri sono personalità esterne nominate;
- in fatto di organizzazione i poteri si concentrano nelle mani della nuova figura di direttore generale che sostituisce gli attuali Direttori Amminsitrativi.
- il personale tecnico amministrativo non avrà più rappresentanza nemmeno nei consigli di dipartimento e non sono previsti organi quali i consigli del personale tecnico amministrativo;
Ma quale opposizione a tale decreto? Un semplice lamentio del PD che, pur essendo in accordo con la struttura aziendalista delle nuove università, vorrebbe che il Senato Accademico, composto di docenti, avesse più poteri e che il Rettore potesse essere sfiduciato. CGIL invece attende il dibattito essendo già in accordo sull'eliminare tout court la rappresentanza del personale tecnico amministrativo in CdA. Vi consigliamo, se volete apporfondire di leggere sia il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 Ottobre 2009 che la bozza di legge presentata dal pd il 22 Maggio 2009.
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