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Tutti dicono di lottare... |
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Thursday 23 July 2009 |
Tutti dicono di lottare... ma poi indicono scioperi generali di qualche ora!
Parole... parole.... parole...
La “sinistra” si è sfaldata da tempo e non c'è opposizione al governo; in quel che è rimasto del “sindacato” della “sinistra” succede lo stesso. La Fiom continua a fare scioperi aziendali e a trattare caso per caso i licenziamenti senza che la CGIL chiami i lavoratori tutti insieme a rivendicare piattaforme capaci di ridare po' di dignità al lavoro!
Il sindacalismo di base si sfalda, come la sinistra radicale. Con una grafica accattivante annuncia patti di unificazione e la costituzione di un unico sindacato di base. In realtà, quanto pubblicato sul sito della CUB (confederazione unitaria di base che raggruppa molte sigle di settore tra cui anche RdB che ne rappresenta circa il 15%) immediatamente dopo l'assemblea di unificazione di Riccione (22-23-24 Maggio) dimostra invece una spaccatura netta.
I punti su cui la CUB critica l'RdB sono tre: 1) firma dei contratti di lavoro, malgrado il loro contenuto, al fine di mantenere le agibilità per l'organizzazione (permessi e distacchi e presenza ai tavoli); 2) il ferreo centralismo organizzativo dove la “base” viene tacitata nei fatti e non trova l'adeguato spazio nella definizione degli obbiettivi e delle conseguenti strategie di lotta; 3) la teoria del sindacato metropolitano che non vede più come centrali le aziende e i posti di lavoro ma altre sedi tipiche della politica. Vedi il documento della CUB.
Sono queste le stesse ragioni che hanno portato parte di noi ad uscire dalla stessa RdB nel 2007! E infatti la crisi di questo sindacalismo di base non è iniziata ieri!
Come nel teatrino della politica i politici vivono più “la poltrona che la strada” anche nel sindacato sembra che la scelta sia la stessa. I primi effetti sono sotto gli occhi di tutti: l'omologazione del linguaggio e gli sciopericchi!
La definizione di Sciopero Generale potrebbe essere circa questa: sciopero di tutte le categorie di lavoratori che può essere indetto per motivi propri degli scioperanti o in solidarietà ad altri. Ci siamo trovati di fronte ad uno sciopero dei ferrovieri della durata di un'ora a fronte di una strage, probabilmente causata dalla mancata manutenzione dei carrelli.
Venerdì 3 Luglio si è svolto lo “sciopero generale” della categoria del pubblico impiego per addirittura tre ore – ad eccezione della sanità, intera giornata – contro lo smantellamento della pubblica amministrazione. Il processo di “snellimento” della pubblica amministrazione è iniziato nel 1993 e oggi è già in stato avanzato. Il privato ormai si è insinuato in ogni meandro nascosto della pubblica amministrazione proprio perché nessuno è stato in grado, o ha voluto, di mobilitare davvero i lavoratori!
Fino a qualche tempo fa era la CGIL a far appello all'altisonante sciopero generale svuotandolo di ogni significato di “lotta comune a tutti i lavoratori per il raggiungimento di obiettivi generali” e riducendolo alla stregua di uno sciopero di categoria di poche ore. Fino a qualche tempo fa le lotte iniziavano, avevano uno svolgimento, e poi una fine. Le lotte si sviluppavano nel prosieguo di una trattativa nazionale o locale o generale. Oggi no! Le “lotte”, ad eccezione di pochi casi, lasciano il sapore di uno spot pubblicitario utile a deviare l'attenzione da tutti i contratti e gli accordi “capestro” sottoscritti nelle aziende e al tavolo nazionale dagli stessi sindacati in lotta! Anche parte del sindacalismo di base sembra oggi fare lo stesso! Come mai malgrado i tanti “guai” che assillano i lavoratori le lotte sono in numero sempre più basso? Come mai oggi le lotte, spesso, troppo spesso, sono in ritardo? Perché nessuno dice ai lavoratori che la questione del “sequestro” per visite fiscali in caso di malattia per il pubblico impiego è stata abolita solo perché il governo si è accorto che la contestazione più importante arrivava da una categoria “forte” come l'Ordine Nazionale dei Medici e che, se ogni amministrazione dovesse pagare 50 o 100 euro per ogni visita obbligatoria ai lavoratori in malattia, le casse degli enti sarebbero saltate in pochi mesi? Mentono quando sostengono di aver fatto le lotte! Non serve una copia dell'esistente! Non si tratta più di parlare di lavoratori che non riescono ad arrivare alla quarta settimana. Oggi si parla d'altro e i lavoratori lo sanno e, soprattutto, lo vivono. Inutile sostenere che non vogliamo pagare la crisi. STIAMO GIA' PAGANDO LA CRISI! I lavoratori non trovano il modo di esprimere pienamente la propria indignazione e la frustrazione aumenta producendo un senso di impotenza che sembra insuperabile.
Oggi manca un “catalizzatore” forte e credibile per lavoratori/disoccupati.
In questo “confuso” orizzonte di sfaldamenti politico-sindacali non serve fasciarsi la testa ma al contrario considerare tale situazione una sfida che, se vista in positivo, potrebbe portare alla ricostituzione di un ambito che, depurato dalle componenti opportunistiche, contrasti realmente e quotidianamente un sistema di norme sul lavoro che oggi non tutela più nessuno!
La nostra speranza è che la CUB abbia questa volta il coraggio e la forza per depurarsi da chi inganna i lavoratori e riesca a raccogliere finalmente le istanze di tanti. Sarà difficilissimo ma speriamo che succeda davvero.
L'alternativa è continuare a lavorare per creare altro!
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