Scuola: la voce si sente PDF Stampa E-mail
Thursday 10 September 2009

SCUOLA: una mobilitazione a tempo indeterminato - Con le azioni di protesta di questi giorni i precari e le precarie della scuola hanno ottenuto un primo, importante, risultato: hanno preso la parola,

 

hanno dimostrato che esistono, che sono donne e uomini in carne ed ossa e non numeri da valutare al mero fine di tagliare le risorse destinate alla scuola pubblica, come pretendono il Ministro dell'Istruzione non più pubblica Maria Stella Gelmini ed il suo tutor Giulio Tremonti.
Mettendosi in gioco, occupando gli USP ed incatenandosi queste lavoratrici e questi lavoratori hanno reso visibile lo scandalo di una manovra che colpisce, in primo luogo, i precari e le precarie e, in realtà, la scuola pubblica ed i diritti sociali di tutti i cittadini.
Rivendicando il diritto elementare al reddito, al lavoro, al riconoscimento delle loro competenze questi colleghi stanno difendendo la scuola pubblica, la scuola di tutti e di tutte e lo fanno con gli unici mezzi che hanno a disposizione: la mobilitazione diretta.
 Si tratta ora di estendere e coordinare la mobilitazione, di opporsi con forza alla politica scolastica di un governo che è arrivato, come a Salerno, a far caricare dalla polizia le colleghe ed i colleghi impegnati nella manifestazione, di costruire una mobilitazione che coinvolga colleghi e colleghe di ruolo e precari, famiglie, studenti.
La CUB Scuola ha già indetto lo sciopero della scuola per il 23 ottobre nell'ambito della mobilitazione generale stabilita dal sindacalismo di base, ma nei prossimi giorni si impegna a sostenere le mobilitazioni locali, ad organizzarne di nuove, ad indire assemblee di scuola e di zona per affrontare l'emergenza organico nella scuola e  per costruire unitariamente nuove e più incisive scadenze di lotta.

Torino 3 settembre 2009

Per la CUB scuola
Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

 
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