Unibo. Contratto clandestino. PDF Stampa E-mail
Tuesday 22 July 2008
                                                 Unità di Base

 

            Settore Università

Unibo.

Un Contratto Integrativo firmato in clandestinità e in fretta e furia.

Le sigle dei rappresentanti di  CGIL, CISL ed RdB.

Fuori dal coro UdB e UIL.

Tutto torna.

L’allontanamento dai tavoli di contrattazione dei delegati “scomodi”  (di cui diamo un breve resoconto qui di seguito) era teso a poter concertare in tranquillità tra l’Amministrazione di Unibo ed i suoi ritrovati “amici” di CGIL, CISL ed RdB.     Il risultato è adesso sotto gli occhi di tutti: un contratto a perdere.   Meno soldi di quanti ce ne fossero fino all’anno scorso; meno progressioni economiche di quanto finora garantito.

Nella giornata di sabato (!) 28 giugno, in una Bologna invasa festosamente da una grande manifestazione laica contro le discriminazioni sessuali, alcuni rappresentanti sindacali di comodo in versione carbonara hanno firmato la Preintesa del Contratto Integrativo 2007, riservandosi la firma definitiva per giovedì 3 luglio p.v.    Solo quattro (4…!) giorni per “informare” il personale della “bontà” di questo infame accordo.

 

Neanche il coraggio di indire un’assemblea e, men che mai, un referendum.

 CGIL, CISL ed RdB sono più che mai consapevoli del forte dissenso, se non addirittura il vero e proprio DISGUSTO, che viene loro associato da quando hanno evidenziato il loro pieno ed incondizionato appoggio ai piani dell’Amministrazione di riduzione di salari e di diritti dei lavoratori.   

La CGIL, dal canto suo, aveva già detto che quelle assemblee NON potevano rappresentare tutto il personale dipendente.

Essa preferiva piuttosto affidarsi all’assemblea degli iscritti (i suoi, beninteso…). Come se questi fossero PIU’ rappresentativi delle assemblee generali…!

Il clamoroso tradimento di CGIL, CISL ed RdB di quanto espresso nelle affollatissime assemblee, così come nelle azioni di lotta del personale dipendente, si è dunque trasformato in aperta complicità coi piani dell’Amministrazione.  

Un patto tra concertatori per eliminare i “disturbi” dell’Amministrazione.

L’assenso implicitamente accordato da CGIL, CISL ed RdB all’allontanamento del delegato UIL dal tavolo di contrattazione, infine, non poteva che rappresentare l’ultimissimo preambolo al nuovo patto di concertazione tra l’Amministrazione ed i suoi vecchi e nuovi amici “conciliatori”.Se di alcuni già si conosceva l’indole “domestica”, di altri (RdB) è bene segnalare la natura “trasformista” che segue il vento della stretta convenienza della sigla (giammai dei lavoratori). In cambio di maggiori agibilità e con l’intento comune di “spazzare” le voci discordanti - UdB in primis - dall’Ateneo, RdB si è ben disposta a siglare ciò che in altri atenei gli stessi suoi delegati dell’Università NON firmerebbero mai.  

E’ noto, tuttavia, che nell’Università di Bologna RdB NON persegue gli interessi dei lavoratori che pure hanno eletto (grazie più agli errori che ai voti realmente ricevuti…) quell’unico rappresentante. Segue solo ed unicamente le indicazioni che provengono dalla sua federazione territoriale che, tra le innumerevoli altre mancanze, di Università non sa proprio nulla!

Forti dei loro INsuccessi sul piano nazionale, indefessi continuano a vaticinare la “inutilità dell’azione sindacale in azienda” e poi si (auto)proclamano “sindacato conflittuale”…  

Altro che sindacato “di base” (sic!), si dovrebbero piuttosto VERGOGNARE!

Anche per questo motivo abbiamo fondato UdB abbandonando RdB.

Ed anche per questo continuiamo a ripetere che IL SINDACATO E’ CHI LO FA! 

Fregatura immediata e, ancor più, futura.

Questo contratto costerà ai lavoratori un’immediata perdita di quattrini, sia in termini di Indennità Mensile Accessoria che NON ha alcun significativo incremento, sia in termini di Progressioni Economiche Orizzontali che subiranno un conseguente taglio; ma ancor di più compromette ogni Contratto Integrativo futuro, laddove sarà sempre più determinante quest’ultimo in sostituzione del Contratto Nazionale.     

Adesso, comunque, i lavoratori sanno chi ringraziare!

Al di là delle firme di comodo…

La parola torni ai lavoratori! 

Bologna, 30.06.08                                        UdB – Unità di Base

                                                                

N.B.: il seguente volantino era stato già redatto lo scorso venerdì, ma per difficoltà tecniche non siamo riusciti ad inviarlo tempestivamente. Va da sé che la firma sulla Preintesa del Contratto Integrativo assume un carattere prioritario per l’informazione che ci accingiamo ad inviare, ma non scalfisce, anzi!, il contenuto di quanto qui di seguito – seppure in ritardo - intendiamo comunque portare alla vs. conoscenza.

Unibo.

L’Amministrazione allontana il delegato UIL dalla contrattazione.

La sua “grave colpa”: la mancata conciliazione in Prefettura.

Come UdB…

Compiaciuto silenzio/assenso  di CGIL, CISL, RdB. 

Giovedì 26 giugno, l’Amministrazione dell’Università di Bologna ha scritto una nuova norma in materia di relazioni sindacali: chi NON concilia in Prefettura, in caso di minaccia di sciopero, NON può partecipare – nemmeno come “uditore” - alle contrattazioni sui punti oggetto di vertenza.

L’inedita “norma” è stata messa per iscritto tramite la “giustificazione” che il Delegato del Rettore, prof. Gatta, ha fornito al delegato UIL per CACCIARLO dalla sede dell’incontro.  Il compiaciuto silenzio/assenso delle delegazioni di CGIL, CISL ed RdB – loro invece ammesse poiché “concilianti” in Prefettura – ha di fatto avallato una pratica a cui, a parer nostro, ben si addice il caso di “comportamento anti sindacale”!

 

 I fatti, in breve.

Da aprile si è avviata una lotta, promossa ed esplicitata dalle più partecipate assemblee di personale T.A.  degli ultimi anni, per recuperare i denari destinati al personale dipendente che l’Amministrazione, con una interpretazione a suo esclusivo vantaggio, ha tolto dal Bilancio di Ateneo.

Le stesse assemblee si erano rese protagoniste assolute di un movimento di protesta che ha visto, tra l’altro, l’occupazione pacifica del Consiglio di Amministrazione in massa: oltre 500 persone hanno detto, senza mezze misure e direttamente al Rettore ed alla Direzione Amministrativa, oltre che ai vari consiglieri, che pretendono RISPETTO, SALARIO, e DIGNITA’.  

Le assemblee avevano inoltre preteso e, beneficamente, imposto una unità sindacale tra le varie rappresentanze. 

Al primo tentativo di conciliazione le cinque sigle sindacali di ateneo (CGIL, CISL, UIL, RdB ed UdB) avevano concordato, all’unanimità, un periodo di attesa per dare modo all’Amministrazione di dimostrare la sua dichiarata buona volontà per una mediazione possibile.

Dopo circa un mese, ed a fronte di una chiusura sostanziale, e dopo che UdB aveva avviato le procedure per un nuovo tentativo di conciliazione in previsione di uno sciopero, anche le altre sigle hanno ritenuto “doveroso”  ripresentarsi al cospetto del Prefetto.    

Di fronte alle affermazioni tracotanti dell’Amministrazione che dichiarava la sua volontà di fornire 0 (ZERO) euro, la UdB e la UIL hanno rispettato il mandato delle assemblee e NON hanno conciliato.  

CGIL, CISL ed RdB hanno invece conciliato.   

 

Le loro ragioni appaiono tuttora ai dipendenti dell’Università di Bologna del tutto inspiegabili, se non, addirittura, “paracule”!

 

 Chi sta con chi…

Fatto sta, però, che l’Amministrazione, forte di questa “sintonia” con queste tre sigle, adesso si arroga il diritto di ESCLUDERE le controparti ad essa non gradite!!!        Anche quando non può!

E pensare che tra i “concilianti conciliatori”  c’è chi, pur non avendo nessuna reale presenza in ateneo, e pur proclamando in ogni sede il loro carattere “conflittuale” e “non concertativo”, ed, anzi…, criticando chi osa tentare di allontanarli dai tavoli di contrattazione poiché non rappresentativi, non esita a ricorrere a questi squallidi accordi sottobanco con l’Amministrazione pur di garantirsi un “posticino al sole”.

 

Il gentile beneplacito della sua “controparte”, anziché il mandato dei lavoratori…

 

Poi, magari, dicono che tanto “è inutile rinchiudersi nelle vertenze aziendali”, e che bisogna invece “praticare la lotta metropolitana”(…), e di fronte ai loro clamorosi flop  (vedi lo sciopero di due ore del 20 giugno u.s.)  non si vergognano nemmeno di “sparare”  le cifre iperboliche e del tutto fantasiose di partecipazione del personale universitario (hanno avuto il coraggio di dichiarare il 75%. Sic!!!) al loro “sciopericchio”.  Una pratica sempre più virtuale che intende nascondere la propria totale assenza nel momento vero delle lotte.   Indovinate voi a quali “combattenti”  alludiamo.        Un indizio: stavolta non sono CGIL e CISL…!

Questi, almeno, gli “amichevoli e concilianti rapporti” li rivendicano, e da sempre…

Ma qui è altro che “amichevoli rapporti”: l’allontanamento del delegato UIL dal tavolo di confronto non trova giustificazione alcuna, ed è un atto che va denunciato e condannato!  L’Amministrazione non può scegliersi gli interlocutori di comodo! 

 

Solidarizziamo e sosteniamo chi pratica davvero la rappresentanza dei lavoratori, non chi è complice attivo delle Amministrazioni e si presenta come “combattente”. Ma di che…?

 

La parola torni ai lavoratori!

Bologna, 27.06.08   

UdB - Unità di Base                                                      

 

 
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