sindacalismo di base
LA SEA COSTRETTA A TRATTARE PDF Stampa E-mail
Sindacalismo di base
Friday 23 July 2010

LA SEA COSTRETTA A TRATTARE, aiutata da Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb lo fa col trucco! - quando i lavoratori fanno sentire la loro voce tramite un sindacato non corrotto e quindi non ricattabile, la Sea si ritrova con le spalle al muro,20-07-2010

LA SEA COSTRETTA A TRATTARE, aiutata da Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb lo fa col trucco!

Premesso che in Sea i sindacati (tradizionali e gialli) si fanno portare docilmente al guinzaglio dal padrone in cambio (dell’osso) 97.000 ore all’anno di permessi per distacchi a vita, più uffici, computer, telefoni, fax etc.,etc.., è ovvio che quando i lavoratori fanno sentire la loro voce tramite un sindacato non corrotto e quindi non ricattabile, la Sea si ritrova con le spalle al muro, costretta ad affrontare il problema. Situazione sgradevole per chi come Sea è abituata a spendere molto pur di tenere tutto e tutti sotto controllo. E’ ormai palese a tutti che Sea ogni volta che  è in difficoltà prepara una conciliazione o un accordo ad hoc, che fa sottoscrivere ai sindacati sopra citati, (i quali non potendo esimersi, pena il ritorno al lavoro) firmano accordicchi che sottopongono singolarmente ai lavoratori interessati, i quali stufi ma soprattutto delusi da questi sindacati e dall’azienda lo sottoscrivono, rassegnati ma consapevoli che si tratta di una rapina legalizzata dopo che ci si è lamentati di un furto che proseguiva per anni.
Così da giorni si susseguono incontri, “para segreti”, tra la direzione Sea e Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, per la definizione di accordi su alcuni problemi, che noi da mesi abbiamo denunciato.
Anzianità lavoratori ex precari. Dopo che un gruppo di lavoratori ha attivato la procedura legale, Sea cerca con un accordo di negare in parte questo diritto. La direzione infatti con un accordo vuole limitare riconoscere parte della “una tantum” contrattuale, ma non l’anzianità su scatti e livelli.
Pausa mensa lavoratrici madri. La Sea alle lavoratrici madri che utilizzano le due ore di allattamento nega la pausa mensa durante l’orario di lavoro.  Dopo che alcune lavoratrici si sono rivolte a noi, ora Sea, sempre con l’aiuto di Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, sarebbe disponibile a riconoscere questo diritto, ma non per l’intera pausa pranzo.
Cambio orario da full-time a part-time e viceversa. Centinaia di lavoratori da anni hanno formalizzato a Sea la loro richiesta per ottenere l’orario pieno. Sempre Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, starebbero sottoscrivendo accordi per trasformare alcuni contratti da full-time a part-time, ma a patto che i lavoratori accettino di essere pagati meno degli altri lavoratori e di non rivendicare vecchi accordi Sea (6 ore pagate 6 e non 6,30).
DA GIORNI SU QUESTI ARGOMENTI, CIRCOLANO BOZZE DI ACCORDI.
SINDACATI CHE PER ANNI HANNO NEGATO L’ESISTENZA DI QUESTI PROBLEMI, ORA TRATTANO CON SEA NEL SILENZIO PIU’ ASSOLUTO.
NULLA VIENE DETTO AI DIRETTI INTERESSATI, NULLA VIENE DETTO A CHI HA SOLLEVATO E PORTATO AVANTI QUESTE GIUSTE RIVENDICAZIONI.
SE LA DIREZIONE SEA E’ COSTRETTA A CONCEDERE PARTE DELLE GIUSTE RIVENDICAZIONI AI LAVORATORI, E’ MERITO DI QUEI LAVORATORI CHE SI SONO OPPOSTI, RISCHIANDO IN PRIMA PERSONA LE RITORSIONI AZIENDALI, E DELL’ORGANIZZAZIONE SINDACALE CHE LI HA SOSTENUTI.

19/7/2010
CUB-Trasporti 
Via Pasubio,8
Gallarate - CAP 21013
tel.0331-076413 - fax. 0331-1832254

 
USB: Unione o scissione PDF Stampa E-mail
Sindacalismo di base
Friday 07 May 2010
USB: Unione o Scissione? Di Base o di che natura?

Chiunque in Italia si informi con Internet del sindacalismo di base - per chi se ne occupa nelle aziende e sul territorio la cosa va un po' diversamente – è portato a conoscenza che a fine maggio nascerà un nuovo sindacato, che si chiamerà USB (Unione Sindacale di Base).

Secondo la propaganda dei suoi fondatori, "non sarà la semplice sommatoria di più esperienze ma una novità che rompe con il panorama precedente, rimuovendo tutti “gli impedimenti sovrastrutturali che sin qui hanno mantenuto diviso il sindacalismo di base indebolendone la forza e l'attrattività”.

Verrebbe, a questo punto e di fronte a un così bell'accadimento, da correre festanti ad aderire - ci permettiamo una celia una volta tanto e di fronte ad un fatto che sappiamo bene essere serio e grave -  agli USBeki.

Ma come è noto, la vita è crudele ed è forse opportuno esaminare meglio l'evento ben sapendo che si rischiano delle scoperte non gradevoli.

Dunque, la novità starebbe nel fatto che si rimuovono " gli impedimenti sovrastrutturali che sin qui hanno mantenuto diviso il sindacalismo di base indebolendone la forza e l'attrattività". Cosa siano questi "impedimenti sovrastrutturali non è chiaro, forse l'influsso degli astri.

Ma stiamo ai fatti: due anni addietro vi erano diverse organizzazioni sindacali di base delle quali le tre più consistenti – CUB, Cobas, ed SdL - avevano dato vita al Patto di Base (da un anno paralizzato proprio dai promotori dell'USB) .

Dopo la rimozione degli impedimenti sovrastrutturali ve ne sono, sembra incredibile ma è così, sempre tre CUB, Cobas ed USB.  Chi, allora, si sarebbe unificato e con chi?

La triste verità è sin banale, RDB (una delle organizzazioni della CUB), prima ha tentato di prendere il controllo della CUB, anche promuovendo cause legali, poi, visto che rimaneva in netta minoranza, si è inventata USB, la cosidetta unificazione del sindacalismo di base.

 
Quindi, non ha realizzato un'unificazione ma una scissione e, a ben vedere, un vero e proprio snaturamento definitivo, visto che le premesse già c'erano, dell'idea stessa di sindacato di base per, poi, unificarsi con un pezzo di SdL, organizzazione dalla quale molti iscritti e militanti hanno scelto di aderire alla CUB che sentono assai più vicina di RdB per pratica e valori di riferimento.

Nella peggiore tradizione della sinistra, insomma, si chiama unificazione una scissione e si procede, incuranti del fatto che grazie a questa scissione il sindacalismo di base nel suo assieme e, soprattutto, i lavoratori hanno perso tempo, energie, risorse preziose in un momento grave come l'attuale che richiederebbe unità a fatti e non a chiacchiere.

Di fronte alla miseria dei risultati ottenuti costoro si consolano affermando che "A questa nuova formazione stanno guardando con attenzione e interesse anche sindacati storici del panorama autonomo, che hanno deciso di partecipare attivamente al dibattito in corso.".

Visto che, a quanto ci risulta, la lotta di classe non si fa con sguardi attenti ed interessati e con fumose partecipazioni, lasciamo a loro la speranzosa attesa.

La CUB, si limita a rilevare che non solo la stragrande maggioranza degli iscritti e dei militanti e le 15 organizzazioni nazionali di categoria che la costituiscono non li hanno seguiti nella loro avventura ma che molti lavoratori, militanti e organizzazioni locali che vengono da altre esperienze hanno scelto nell'ultimo periodo la CUB.

E questa scelta è avvenuta perché sulle questioni di merito e cioè sull'indipendenza reale e non solo dichiarata a parole da padroni, governo e partiti e sulla democrazia che deve caratterizzare il sindacato di base hanno riconosciuto la coerenza del percorso della CUB.

Un sindacato che non firma contratti a perdere per i lavoratori in cambio di distacchi e permessi dal governo e dai padroni e che non è organizzato come una caserma, non riconosce ad un centro, autoproclamatosi tale, poteri e risorse ma affida un ruolo centrale ai collettivi aziendali ed alle federazioni provinciali e regionali.

Le organizzazioni Cub del Privato e del Pubblico
Milano maggio 2010






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Molti lavoratori SdL entrano in CUB PDF Stampa E-mail
Sindacalismo di base
Tuesday 09 March 2010

Molti tra delegati e lavoratori di diverse aziende dell’informazione, dei metalmeccanici, della vigilanza, delle telecomunicazioni e dei servizi abbandonano l’SdL di Roma unendosi alla CUB

 
Frosinone nuova federazione FLMUnitiCUB PDF Stampa E-mail
Sindacalismo di base
Thursday 18 February 2010
Si rafforza il percorso di unità del sindacalismo di base. Su iniziativa degli operai della FIAT di Cassino, dell’indotto e dell’area industriale di Cassino e della provincia di Frosinone è stata costituita la Fed. provinciale di Frosinone di FLMUniti-CUB
 
Assemblea Nazionale CUB Scuola PDF Stampa E-mail
Sindacalismo di base
Wednesday 10 February 2010

Stralcio del documento dell'assemblea nazionale della CUB Scuola del 31 Gennaio 2010

Cub Scuola e sindacalismo di base.
Nel quadro generale e nelle vicende che abbiamo tratteggiato la nostra azione ha scontato diverse difficoltà. In primo luogo quelle generali che si possono imputare a tutto il sindacalismo di base: presenza disomogenea sul territorio nazionale, nessun accesso ai mezzi di informazione di massa, scarse risorse, rapporti non sempre facili tra le molte sigle presenti nel nostro variegato mondo.
A questo si deve aggiungere la frattura interna alla CUB che contrappone e separa quanto era stato unificato ben 17 anni fa: la CUB delle origini ed RdB. Si tratta di un fatto ormai irreversibile e che lascia sul terreno pesanti strascichi sul piano dei rapporti personali ma sulla quale merita spendere ancora alcune parole.
Il percorso avviato fra i maggiori sindacati della nostra area col Patto di Consultazione prima e col Patto di Base poi, sembrava andare nel senso di una vera pratica unitaria, fondamento sicuro di rapporti più saldi e collaborativi.
La CUB Scuola, nel suo assieme ha guardato con attenzione e disponibilità a questo processo e, dove le era possibile, vi ha partecipato con convinzione.
Ad un certo punto però, RdB ha deciso di imprimere una forte accelerazione e di procedere, motu proprio, verso una qualche "unificazione" del sindacalismo di base.
Una scelta sulle cui motivazioni non vogliamo dilungarci ma che lascia sul terreno attuale soprattutto macerie: quelle del Patto di base in primo luogo, quelle del rapporto fra CUB ed Rdb poi.
Nel prossimo futuro c’è la probabile costituzione di un Sindacato di Base (ammesso che venga chiamato in questo modo) che vedrà riuniti RdB, qualche frammento CUB, SdL e il minuscolo Snater, mentre Orsa e Slai Cobas si dispongono ad “osservare” il processo ed i suoi esiti. Vale la pena accennare brevemente ad importanti divergenze fra la CUB ed alcune di queste organizzazioni su scelte importanti quali la firma di contratti, anche molto discutibili, al fine di garantirsi i diritti sindacali o la scelta di un modello organizzativo fortemente entralista o la pratica di forme di collateralismo a questo o a quel partito politico a seconda dei casi e della convenienza.
A voler essere benevoli si tratta di un normale episodio di eterogenesi dei fini per cui si parte per costruire l’unità di tutto il sindacalismo di base e, piuttosto che approdare a quanto ci si proponeva, si vanificano gli esiti unitari raggiunti e ci si ritrova, nella migliore delle ipotesi, con tre diverse organizzazioni: CUB, Cobas e il costituendo SdB.
Certamente la gravità della situazione generale richiederebbe a tutto il sindacalismo di base un salto di qualità, un adeguamento della propria capacità operativa e la massima unità possibile.
Imporrebbe inoltre e soprattutto la formulazione di piattaforme credibili e di parole d’ordine praticabili e chiare, in grado di affermare l’aspirazione ad una società più equa e più giusta.
Far questo però vuol dire impegnarsi a sperimentare e a rafforzare, nella pratica dell’opposizione sociale, la capacità di operare fianco a fianco.
Solo valorizzando tutto ciò che unisce e contemporaneamente rinunciando a qualche tratto inutilmente identitario si può avviare la costruzione, dal basso e nella realtà concreta, di quell’unico sindacato di base aperto ai movimenti sociali di cui tutti avvertiamo il bisogno.
Anche il nostro sindacato è stato investito da questo turbine. L’Assemblea nazionale CUB Scuola del maggio 2009, ha sancito la presenza di una posizione di minoranza (favorevole all’ipotesi RdB) con la quale, da allora, si sono avuti forti momenti di attrito.
La presenza di questa conflittualità, al nostro interno e dentro l’intera confederazione (culminata nel ricorso di RdB al Tribunale), ha sottratto energie allo sviluppo della nostra elaborazione, proposta ed azione sindacale.
Ciò nonostante siamo stati dentro le situazioni di movimento e dentro le lotte dei precari, abbiamo esteso la nostra presenza in Sicilia e ci apprestiamo ad allargare la nostra organizzazione sindacale per riunire la rappresentanza dei settori Scuola, Università e Ricerca; per questa via saremo attivi in nuove province e ci adatteremo alle nuove condizioni determinate dal provvedimento di governo che accorperà i comparti del PI.

 
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