|
I racconti
|
Wednesday 09 September 2009 |
|
di Alessandra Daniele - Fascia C? Come farà mio figlio a sopravvivere con un salario così basso? L’impiegata dell’Anagrafe Salariale allargò le braccia. - Mi dispiace, ma l’analisi del DNA parla chiaro: suo figlio avrà diritto solo a quello. Guardi – gli mostrò la tabella sullo schermo – il suo salario è regolarmente equiparato a quello che sarà il suo reale costo della vita. Sarà magro, e alto sotto il metro e settantacinque, quindi risparmierà sui vestiti. Sarà di carnagione olivastra, perciò non spenderà molto per creme solari e lampade. Sarà un tipo serio, tranquillo, e onesto, quindi non butterà i soldi in divertimenti costosi, né gli toccherà farseli mangiare dagli avvocati. L’impiegata sorrise. Il neo padre si avvicinò allo schermo, sul quale danzava una spirale di piccole sfere colorate che s’illuminavano a turno. - Sarà pagato di meno perché onesto?… - Non soltanto – precisò l’impiegata, indicando una delle sfere – avrà anche una discreta salute, quindi l’assicurazione sanitaria privata gli costerà meno. E poi sarà gay. - Gay?… - Sì, gay. Perciò, non essendo legalmente riconosciute le convivenze fra persone dello stesso sesso, non avrà mai una famiglia a carico. Né mogli divorziate, o figli segreti – aggiunse con un sorrisino. - E per questo mio figlio dovrà fare la fame. Se invece fosse alto, biondo, ladro e puttaniere… - Beh…non avrebbe bisogno di un salario – ridacchiò l’impiegata. Il proiettile le sfiorò l’orecchio, e colpì lo schermo davanti a lei, facendolo esplodere in una nuvola di schegge e gas. L’impiegata urlò, mentre il fuoco incrociato degli agenti della sicurezza abbatteva il neo padre con la piccola pistola stretta in pugno. - Cazzo, come ha fatto a farla passare al metal detector? – disse il primo agente. - Non è di metallo – rispose l’altro, frantumandola sotto lo stivale, insieme alle dita di chi, a terra, la stringeva ancora. - Ma perché l’ha fatto? – gridò l’impiegata, semi accecata dalle schegge. - ...Fattori acquisiti... – disse rauco l’uomo a terra, rigurgitando sangue scuro – non è solo il DNA a decidere quello che saremo. E con un padre morto in questo modo…col cazzo che mio figlio resterà un tipo da fascia C. |
|
|
Thursday 06 November 2008 |
Mutazionidi Alessandra Daniele - Stanno arrivando – disse Arianna, e con uno scatto degli arti lunghi e sottili si appiattì contro il soffitto all’interno dell’atrio semidiroccato. Cal stipò a fatica la sua mole scagliosa nell’angolo accanto al portone privo di ante, e aspettò. Il gruppo si avvicinava a loro attraversando la strada deserta e assolata, tra le carcasse delle macchine abbandonate. Erano in tre, e attorno ai loro colli chiazzati e giallastri le cravatte eleganti e incrostate di sangue che portavano ancora erano particolarmente grottesche. Uno di loro aveva anche la giacca, dalle cui maniche però sbucavano artigli scarnificati. Il primo, quello con le due paia di lunghe zanne ricurve che sporgevano da entrambe le arcate dentali, annusò l’aria, e puntò un braccio verso il portone. - Carne! – gridò, e cominciò a correre, saltando le lamiere rugginose di un cartello stradale divelto. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Monday 27 October 2008 |
|
L'asso nella naticadi Alessandra Daniele La stampa italiana in questi anni ha saputo costruirsi una solida e meritata reputazione. Una particolare sintesi di servilismo e sciacallaggio fra “L’asso nella manica” e “Fantozzi subisce ancora”. In questi giorni però alcuni giornali – o presunti tali – hanno sentito il bisogno di dare un forte segnale di rinnovamento. Grafico. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Friday 24 October 2008 |
La figlia del saperedi Enrico Miele "Decine di occupazioni. Studenti, operai, insegnanti. Insegnanti! Ti rendi conto?" Gian Maria Volontè in "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" "Secondo lei mister, il futuro è dei giovani? No, il presente è dei giovani." Josè Mourinho in un’intervista rilasciata alla Rai C’erano una volta, elementari, medie, superiori e università. Nulla d’invidiabile, per carità. Anche allora i problemi non mancavano. Ma cosa potete saperne? Voi rievocate il passato solo perché sto smantellando il vostro presente. E fossi la prima, capirei anche tutte queste proteste. Ma è un percorso lungo. Che viene da lontano. Io sono stata scelta per terminarlo. Io sono la figlia del sapere. Dicevo, c’era una volta. Avete presente, quando da piccoli, seduti nel proprio banco, regolarmente arrivavano in classe gli ex alunni della maestra? Gente che appariva adulta. Sembravano dei giganti. Erano solo qualche classe più avanti. Tornavano per salutare l’insegnante. Per ringraziarla. Non tutti, è chiaro. Alcuni odiavano la scuola fin da piccoli. Fannulloni che desideravano solo lavorare. Io no. Io amavo la scuola. E come invidiavo quei ragazzi. Anche io, un giorno, sarei tornata. Sarei stata riconoscente verso la mia maestra. Entrando in classe all’improvviso, avrei detto: “Signora, sono Mariastella, si ricorda di me?!”. E baci. E abbracci. E dai banchi sguardi di ammirazione per l’alunna che tornava a salutare l’insegnante. La maestra. La mia maestra unica. Perché io amavo la scuola. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Tuesday 21 October 2008 |
Dead reddi Alessandra Daniele La ragazza si precipitò dentro chiudendosi la porta alle spalle - Sono dappertutto! – urlò. – Siamo circondati! Gli altri tre cominciarono ad aiutarla a barricare la porta, già scossa da scariche di colpi furibondi, misti a disarticolati grugniti ululanti. Fuori, un migliaio di zombies a caccia di cibo. Soltanto una piccola compagine delle sconfinate, brulicanti schiere di morti viventi che s’erano impadronite del pianeta. A solo sei mesi dal primo contagio, tutto quello che restava dell’umanità non era che qualche sparuto gruppo di sopravvissuti. Assediato da milioni di zombies. - Che facciamo?! – gridò ancora la ragazza, spingendo freneticamente una scrivania sconnessa contro la porta. Il vecchio la guardò. - Io l’ho visto cominciare. – disse - C’è solo una cosa che li ferma. – Si indicò la fronte. – Un colpo in testa. - Scusa compagno – disse l’uomo bruno. – Io capisco la tentazione al soggettivismo, ma accettare la logica dello scontro rischierebbe di radicalizzare ulteriormente il conflitto, e dati i rapporti di forza in atto sarebbe avventurismo controproducente. |
|
Leggi tutto...
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 9 di 24 |
|
|