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Tuesday 22 June 2010
ORA BASTA!

Deve finire il salasso per il personale tecnico amministrativo!

 

Tanti sono i motivi per scioperare il 25 Giugno prossimo! 

L'università è il comparto meno pagato di tutto il pubblico impiego e i consociativi CGIL, CISL e UIL, dagli ultimi contratti nazionali non hanno voluto portare a casa nulla se non principi di falsa meritocrazia e regole poco democratiche di rappresentanza del personale.CGIL oggi si erge a paladino dei lavoratori solo perchè il governo Berlusconi non la riconosce come interlocutore privilegiato. Tanto è che in fatto di università continua a difendere più la componente docente piuttosto che i “poveri” tecnici amministrativi.Lo sciopero del 25 Giugno, convocato dalla CUB, è quindi caratterizzato non solo dall'opposizione alla manovra finanziaria ma ad un sistema di scelte politiche che da anni, come uno stillicidio, stanno distruggendo l'università e in particolare stanno salassando i lavoratori più deboli: i tecnici amministrativi.Da una parte infatti la manovra finanziaria stabilisce che:

·       per gli anni 2011-2013 non saranno possibili trattamenti economici individuali complessivi superiori a quanto percepito per il 2010;

·       progressioni verticali e progressioni orizzontali verranno riconosciuti solo giuridicamente e non economicamente;

·       le progressioni verticali si potranno svolgere solo con concorso pubblico con riserva del 50% ai dipendenti già di ruolo; sarà riconosciuta una progressione solo a fronte di una nuova assunzione;

·       tagli del 50% del personale precario con perdita definitiva del posto di lavoro per quasi diecimila persone;

·       fondi integrativi già bloccati al 2004 dalla finanziari del 2006, ora bloccati definitivamente fino al 2013.

D'altra parte il decreto Gelmini toglie qualsiasi forma di rappresentanza negli organi accademici al personale tecnico amministrativo lasciando nelle mani di logiche sempre più privatistiche l'organizzazione del lavoro e il salario accessorio.Perdita economica e perdita di potere contrattuale sono infatti i due pilastri delle trasformazioni che stanno investendo i lavoratori tecnici amministrativi.

Cornuti e mazziati in una volta sola!

La giornata del 25 Giugno prossimo anche l'università deve scioperare per:

·       un trattamento economico dignitoso;

·       trasformazione del precariato in lavoro a tempo indeterminato;

·       mantenimento della gestione pubblica dell'università con la modifica della riforma Gelmini;

·       mantenimento della rappresentanza elettiva del personale negli organi;

e più in generale:

·       ricerca finalizzata al benessere collettivo;

·       stabilità al personale ricercatore, agli assegnisti e a tutte quelle figure fantasma che in università sono tante;

·       diritto di studio reale e non basato sul censo.

 
Le ombre sulla Fondazione Alma Mater PDF Stampa E-mail
Wednesday 17 March 2010
cari colleghi e care colleghe

vi propongo un breve anticipo sul Consiglio di Amministrazione di ieri, 16 Marzo 2010.

 

Da anni la Fondazione Alma Mater è oggetto di interrogazioni e di discussioni in Consiglio di Amministrazione. L'amministrazione precedente non ha mai risposto a numerosissime interrogazioni relative alle risorse che vengono versate dall'ateneo alla Fondazione, al pagamento di contratti di tutoraggio e alla gestione degli spazi della villa Gandolfi Pallavicini di proprietà dell'Inail, data in affitto all'ateneo (180 mila euro circa l'anno) e concessa poi dallo stesso alla Fondazione in comodato gratuito. Su tante di queste interrogazioni nessuno ha mai risposto se non sostenendo la regolarità della situazione.

Oggi la questione è ritornata in Consiglio grazie ad una lettera anonima che qualcuno ha ricevuto e dove si denunciano gravi irregolarità di gestione delle risorse. Per i particolari vi rimando alla lettura dell'articolo del Corriere della Sera di ieri (http://www.unitadibase.it/images/Documents/corriere.pdf).

Il Rettore ha voluto sdrammatizzare sostenendo che le lettere anonime vanno prese per quello che sono e che si era impegnato a rinnovare gli organi della Fondazione Alma Mater. Cosa che è stata fatta Martedì 2 Marzo scorso.

Sono intervenuta quindi perchè condivido il fatto che le lettere anonime possono essere più o meno importanti. Questa in particolare però non può essere sottovalutata in quanto si inserisce in contesto in cui di “luci” ce ne sono veramente poche. Dal mio punto di vista il Consiglio di Amministrazione dell'ateneo di Bologna deve avere la possibilità di discutere apertamente quanto successo fino ad oggi e fare delle valutazioni di merito. Non possiamo negare che esista un sistema di scatole cinesi in cui più enti privati costituiti con gli stessi identici oggetti sociali, vedi found rising o merchandising o master o commercializzazione dei prodotti della ricerca, agiscono senza nessun controllo ma soprattutto senza nessuna valutazione sui risultati raggiunti e sull'utilità per l'ateneo. Il caso Found Rising credo sia eclatante: Fondazione Alma Mater gestisce pezzi di questa attività tra cui la campagna del 5 per mille che risulta però anche gestita dalla società Goodwill che ha utilizzato il marchio dell'ateneo di Bologna (come sia possibile nessuno me lo ha mai spiegato). Esiste inoltre la The Foun Rising School che occupa altro patrimonio dell'ateneo ed in particolare il Centro di Bertinoro che, come succede per la villa Gandolfi Pallavicini, è stata pagata dall'ateneo di Bologna. Ma quanto incassa l'ateneo di Bologna per il Fuond rising? Molto poco sembra! E quanto costano i consigli di amministrazione di tutte queste società che spesso vedono la presenza delle stesse persone alla direzione?

Non sono io in grado di affermare se ci siano o meno degli illeciti ma certamente credo non ci sia vantaggio per l'ateneo oltre a non esserci possibilità di controllo alcuno!

Ha senso che la fondazione mantenga anche la società Alma Mater srl che è stata creata dalla Fondazione e che tra i suoi compiti ha quello di gestire gli spazi della villa Gandolfi Pallavicini? Da oggi inoltre, grazie ad una deliberazione del Consiglio alla quale ho votato no, gestirà anche gli spazi di via Zamboni 32 per le attività della Almae Mater Alumni in virtù della cessione del contratto di affitto di cui fino ad oggi era titolare la Fondazione Toso Montari.

In questo confusione totale non basta quindi rinnovare gli organi della Fondazione Alma Mater e verificare la veridicità del contenuto della lettera, seppur scelte queste doverose. E' necessario fare anche un passo in avanti: avere il coraggio di tagliare quelle sacche di privilegi economici che recano solo danno all'ente pubblico a cui apparteniamo. Chiudere la Fondazione con tutti i suoi addentellati sarebbe la soluzione!

Ho chiesto quindi che il rettore relazioni urgentemente su questo argomento e la risposta è stata positiva. Vedremo

A presto

Antonella Zago

 
Sciopero 12 Marzo 2010 PDF Stampa E-mail
Thursday 11 March 2010

Domani 12 Marzo 2010

SCIOPERO!

Unità di Base e Cub Scuola Università e Ricerca aderiscono allo sciopero di domani e invitano tutti ad astenersi dal lavoro seppur non condividano in pieno le motivazioni dello sciopero convocato da CGIL. E’ emblematico infatti quanto sta succedendo nelle tante  fabbriche che, causa della crisi, chiudono i battenti.  CGIL si limita a contrattare qualche mese in più di cassa integrazione e di ammortizzatori sociali. Sono infatti gli stessi lavoratori in questo periodo ad organizzarsi per disperazione (es. i lavoratori sardi della Vynils) e spingere i sindacati a trovare accordi che invece vedano l’intervento degli enti pubblici con lo scopo di salvaguardare il posto di lavoro.

Questo sta succedendo anche nel pubblico impiego.

A fronte di riforme  che tagliano e privatizzano i servizi pubblici, di tagli di risorse alla contrattazione nazionale e aifondi accessori, e al mantenimento del precariato non c'è risposta adeguata. Oggi inoltre incombe sempre più pesante anche il rischio di mobilità forzate ed esternalizzazione di servizi. CGIL non sta organizzando i lavoratori per una vera difesa del posto di lavoro e dei loro diritti fondamentali. Prove ne è che non contesta le politiche governative se non quando queste sono praticamente già definitive (vedi collegato lavoro).

Ancora peggio! Si rende complice di una politica di relazioni sindacali ispirata alla negazione del dissenso espresso in maniera determinata da molti lavoratori (vedi i coordinamenti spontanei della scuola e dei tanti precari).

Che lo sciopero resti comunque una forma di lotta da agire non c’è dubbio!

Ma noi vorremmo che questi scioperi fossero il momento di condivisione di una considerazione di fondo da parte dei lavoratori: se non sono i sindacati rappresentativi oggi a farsi veri portavoce dei nostri interessi, chi, se non i lavoratori stessi, sono obbligati a ricominciare ad agire la propria rappresentanza a partire dalla difesa dei loro diritti e della propria dignità?

Queste sono quindi le nostre premesse!

No al decreto Brunetta! No alla riforma Gelmini!
Nessun taglio di personale nella scuola e nell’università e garanzia dell’istruzione a tutti;
Aumenti decenti dello stipendio e dei fondi accessori;
Riconoscimento delle professionalità acquisite e trasparenza nell’attribuzione degli incarichi, nelle mobilità e nelle progressioni di carriera;
Nessuna esternalizzazione di servizi con peggioramento delle condizioni economiche di lavoro;
Piena rappresentanza elettiva del personale universitario nei consigli di amministrazione;
Sicurezza sul lavoro e garanzia di serenità dei luoghi di lavoro.
 

Noi lavoratori della Scuola, dell’Università e della Ricerca, ancora di più sentiamo l’esigenza di combattere contro la fallimentare e disumana politica piegata al profitto di pochi e a mistificanti ragioni di bilancio nazionale!

Riorganizziamoci e saremo in tanti!

Lo sciopero purtroppo sarà solo di quattro ore in quanto la nostra è solo una adesione. Non abbiamo purtroppo avuto a disposizione i tempi tecnici per indire noi una intera giornata di sciopero del settore.

 
12 Marzo 2010 sciopero nazionale PDF Stampa E-mail
Monday 08 March 2010

Non sono “riforme” ma un insieme, vergognoso, di tagli.
Il governo programma, dalla materna all’università, una pessima scuola funzionale ad una società ancora più ingiusta: fermiamolo!

Venerdì 12 marzo 2010
SCIOPERO NAZIONALE


La scuola in Italia va male: dopo la “riforma” Gelmini andrà decisamente peggio.  Il nostro Pase spende il 3,7% del PIL per l’istruzione, contro il 5,1% della media dei paesi dell’Unione Europea (dati ISTAT). Ma siamo ormai abituati, da qualche decennio, a continui tagli all’istruzione: meno soldi, più alunni per classe, “saturazione a 18 ore” delle cattedre, meno posti di sostegno ed ora 120.000 posti di lavoro cancellati. Quella serie di provvedimenti abborracciati conosciuti come “riforma Gelmini” sono l’esito compiuto della tendenza di governo che vede nei servizi pubblici e nella scuola in particolare, solo un costo da diminuire anche attraverso la riduzione del personale.
Come la scuola anche l’università è sempre più tartassata da riforme incrociate intese a ridurre le spese,  mantenendo però inalterati motivi di sprechi e sacche di interessi intoccabili. Già oggi la precarietà del lavoro nei nostri atenei tocca punte inaccettabili; ora ad essere a rischio non sono più soltanto i precari ma anche il personale di ruolo. Tecnici e amministrativi, a causa dei forti limiti di assunzioni, si troverann
o presto a fare i conti con ulteriori esternalizzazioni che porteranno ad altrettante privatizzazioni. Ma attenzione: le risorse che le università utilizzeranno per gli ulteriori appalti saranno notevolmente superiori agli attuali costi del personale e ricadranno sulla qualità dei servizi. E non si esclude che le tasse universitarie divengano ancora più alte. I ricercatori, poi, se riusciranno ad essere contrattualizzati, lo saranno solamente per sei anni e rischieranno poi di essere definitivamente esclusi dalla ricerca pubblica. Ci aspetta, insomma, un’università al servizio di interessi privati, in cui non esisteranno più garanzie di lavoro per il personale tecnico e ricercatore.
I nostri governanti mentono spudoratamente, quando parlano di “riforme epocali”. Dalla loro c’è il megafono di ogni potere: la stampa asservita. Così possono gettare discredito sui lavoratori, presentandoli come inefficienti fannulloni e sostenere che si possa spendere di meno e ottenere servizi migliori! Intanto non dicono che gli edifici scolastici cadono letteralmente a pezzi, che non ci sono i fondi per la manutenzione, che mancano le certificazioni di sicurezza e gli impianti non sono a norma, che mancano i laboratori e le attrezzature sono antiquate, che i docenti italiani sono i peggio pagati rispetto a quelli dei principali paesi europei, che si è ormai celebrato un divorzio insanabile tra scuola e cultura, che le classi -sempre più affollate- sono troppo spesso ingovernabili.  
Noi invece pensiamo che l’istruzione debba essere un investimento per il futuro del nostro paese e che dare di più alla scuola e all’università sia un passo necessario per una società migliore.  Per questo il 12 marzo 2010 chiamiamo allo sciopero e invitiamo tutti a manifestare per:
 fermare i tagli di Tremonti e per il ritiro della “riforma” Gelmini;
 avere più investimenti nella scuola pubblica, contrastare i processi di privatizzazione e i finanziamenti incostituzionali a quella privata;
 l’assunzione stabile del personale precario;
 ridare dignità al nostro lavoro attraverso un rinnovo contrattuale che porti gli stipendi in linea con quelli dei principali paesi europei; favorire una seria formazione in servizio e creare legami saldi fra scuola, università e ricerca;
 garantire a tutti i ragazzi -indipendentemente dalla loro estrazione sociale- il diritto allo studio, innalzare davvero l’età dell’obbligo scolastico da assolvere a scuola;
 la difesa della libertà di insegnamento e di un’idea di scuola in cui la solidarietà vinca contro la meritocrazia fasulla;
 pieni diritti sindacali per tutte le organizzazioni dei lavoratori.   

ORGANIZZATI CON
CUB Scuola Università e Ricerca

 
Torino - Scamdalo a medicina PDF Stampa E-mail
Friday 19 February 2010

Comunicato stampa bibliocooperatori Universita' Torino


SCANDALO A MEDICINA: CONTINUA LA RICERCA DEI FONDI PERDUTI PER LE BIBLIOTECHE


Oggi nuova mobilitazione dei cooperatori delle biblioteche e dei ricercatori precari della facoltà di medicina in difesa dei posti di lavoro e della ricerca.

E' dai primi di gennaio che è scattato un pesante taglio di ore (90 alla settimana) al personale esternalizzato delle biblioteche universitarie che ha imposto la riduzione di orari e servizi nelle biblioteche di neuroscienze, ginecologia, polo biologico e centralizzata di medicina ed ha comportato la chiusura della biblioteca di odontostomatologia.

A causa della riduzione di ore hanno perso il posto di lavoro 3 persone mentre altre 2 hanno visto il loro orario decurtato.

A questo si aggiunga la cronica presenza di figure di lavoro precario come assegnisti di ricerca e cocoopro presenti nella Facolta' rendono il quadro ancora piu' fosco.

Dopo aver volatinato tra I pazienti, gli studenti e il personale I patecipanti al presidio si sono presentati in presidenza: un incontro con il preside è stato promesso entro una settimana.

Staremo a vedere ma è certamente uno scandalo che per una ridicola cifra che superare di poco I 70mila euro I lavoratori e gli studenti debbano subire tutto questo.

Il preside di medicina e l'amministrazione dell'Università si rimbalzano la responsabilità, mentre continuano a rassicurare che la situazione verrà risolta.

Se veramente il bilancio e le prospettive di finanziamento sono così tragiche come vengono presentate dagli amministratori perche' l'Universita' di Torino non rinuncia all'assunzione di dirigenti invece di tagliare I servizi agli studenti e mandare a casa I precari?

Loro signori devono capire che fino a quando non avremo delle azioni concrete e non più solo impegni formali per fronteggiare la situzione delle biblioteche mediche continueremo a mobilitarci.

Andrea Guazzotto

Flaica CUB Bibliocoop

 
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