Thursday, September 09th 2010
RESECONTO DEL CdA DEL 15 MAGGIO 2007
Riportiamo di seguito la circolare ARAN con la quale si danno le istruzioni relative al voto per il personale precario. Il documento ARAN stabilisce:Hanno diritto di elettorato attivo e passivo i“dipendenti in servizio con contratto di lavoro a tempo determinato, il cui rapporto di lavoro è, anche a seguito di atto formale dell’amministrazione, prorogato ai sensi di legge e/o inserito nelle procedure di stabilizzazione alla data di inizio delle procedure elettorali (annuncio).” Per atto formale dell’amministrazione“si intende qualunque atto che identifichi i lavoratori che rientrano nelle procedure di stabilizzazione, possedendone i necessari requisiti. Tra i predetti atti sono inclusi sia le intese sindacali in materia, sia l’inserimento dei nominativi dei lavoratori interessati nell'elenco generale alfabetico degli elettori che le amministrazioni consegnano alle organizzazioni sindacali entro il 4 ottobre 2007, in quanto tale inserimento coincide con l’identificazione da parte dell’amministrazione degli aventi titolo.”Nel nostro ateneo l'Amministrazione ha già avviato, dopo la sigla del famoso accordo sulla stabilizzazione, la relativa procedura quindi non dovrebbero esserci problemi a proposito della presenza del personale in via di stabilizzazione e attualmente in servizio nelle liste degli aventi diritto al voto.Per il momento ci limitiamo a queste segnalazioni riservandoci di intervenire ancora sulla questione se necessario o semplicemente utile.Invitiamo inoltre il personale precario, anche non iscritto, a candidarsi nella lista UdBUn caro saluto.Bologna, 27 settembre 2007
Unità di Base
Protocollo su welfare e pensioni.Il NO della FIOM.Aria nuova e salutare nel sindacato?Sembrerà strano ai più, ma non a noi, che ad annunciare con soddisfazione il ritorno della FIOM alla vocazione realmente battagliera e dignitosa di una importante – la PIU’ importante - federazione della CGIL debba essere la nostra sigla e non la stessa confederazione a cui aderiscono i rappresentanti di milioni di metalmeccanici.Paradosso? Contraddizione? Per la CGIL di sicuro. Ma non certo per noi. Lo diciamo con soddisfazione, siamo certamente entusiasti di questo significativo “strappo”, tanto più poiché espresso da una maggioranza schiacciante di delegati: 125 su 159 hanno detto no al protocollo su welfare e pensioni.Un segno di maturazione e coscienza oggi presente nel solo sindacalismo di base ma impossibile da rintracciare nel resto del sindacalismo “triplice e confederale” di stampo concertativi. La stessa “riluttanza” della firma di Epifani sul secondo protocollo (sul welfare) - che tanto aveva fatto sperare certe anime belle “di sinistra” - non ha la stessa rilevanza e dignità dell’esplicito dissenso degli operai metalmeccanici, anzi, ne evidenzia l’ormai consueto gioco delle parti in un teatrino sempre meno credibile.I punti giudicati “irricevibili” dalla FIOM coincidono con gli stessi che anche noi avevamo stigmatizzato all’indomani di quegli accordi, e di seguito sinteticamente ripresi:In particolare giudica “sbagliate” le decisioni sulle pensioni a partire dalla “incomprensibile” scelta delle quote per il superamento dello scalone (dopo il passaggio a 58 anni nel 2008 si passa alle quote già dal luglio 2009) fino alla decisione sulla clausola di salvaguardia (l'aumento dello 0,09% dei contributi nel 2011 nel caso che la razionalizzazione degli enti non portasse risultati). La FIOM giudica negativamente anche il limite per i lavori usuranti fissato a 5.000 uscite l'anno e la revisione coefficienti di trasformazione del sistema contributivo. (testuale da “L’Unità” di mercoledì 12.09.07)Molti sono nei prossimi mesi gli appuntamenti annunciati su questo tema: referendum dell’8, 9 e 10 ottobre p.v.; la manifestazione nazionale del 20 ottobre; lo sciopero del sindacalismo di base del 9 novembre e, per finire, la più grande e capillare consultazione dei lavoratori del Pubblico Impiego in novembre, ovvero le elezioni per il rinnovo delle RSU. E’ iniziato dunque un vero “autunno caldo”?E dal referendum sarà dunque bene partire con una serie di avvertenze: l’esigenza, soprattutto di CGIL, è il controllo di qualsiasi dissenso, interno o meno che sia. Con che faccia infatti potrà accettare la vittoria di un NO al referendum? I delegati FIOM che hanno avuto il coraggio di non acconsentire a questo sciagurato accordo sono già stati messi alle strette. Non potranno infatti spiegare nelle assemblee le ragioni del NO, ma dovranno attenersi alle ragioni del SI salvo poi poter esprimere una “semplice” opinione personale dubitativa....Vincerà quindi il SI? Ovvero avrà la meglio il “consenso” alla firma dei confederali ai protocolli su welfare (meglio dire “PRECARIETA’”) e sulle pensioni (meglio dire “IL SOGNO DELLA PENSIONE”)? Il referendum, infatti, inizia già “truccato” in partenza! Un esempio ne sono le operazioni di voto nel nostro ateneo che partono già dalle assemblee che CGIL, CISL e UIL hanno organizzato a partire da oggi, Lunedì 24 Settembre. Chi controllerà la regolarità di tale tipo di votazione? Quali sono le garanzie di trasparenza?E a livello nazionale che succederà? Saranno chiamati ad esprimersi non i soli lavoratori bensì anche gli attuali pensionati (per di più probabilmente “abbagliati” dalla “favolosa quattordicesima” elargita loro proprio in ottobre… 320 euro annui) che non hanno motivo di lagnanza alcuna, poiché “salvi” dalla controriforma pensionistica e del mercato del lavoro. Si consideri che più della metà degli iscritti ai tre sindacati confederal/concertativi sono proprio pensionati…! Inoltre, proprio l’identità dei “gestori” del referendum non garantisce assolutamente quel minimo di trasparenza necessaria alla verifica del voto. Saranno infatti i vari funzionari, capi e capetti confederali - sicuramente i più “fidati” e probabilmente gli stessi che daranno l’indicazione di voto - a gestire le operazioni di voto e di spoglio della consultazione. Se questa è “garanzia” di imparzialità…Tuttavia…Se restiamo, dunque, legittimamente scettici di fronte alla scadenza referendaria, tuttavia proprio il grande rifiuto del direttivo della FIOM potrebbe caricare di significato questo appuntamento, altrimenti privo di reale “appeal” per i lavoratori in servizio e precari. Sarebbe infatti importantissimo ottenere un forte – anche se percentualmente “minoritario” - NO a quegli accordi espresso dai lavoratori, e non da altri…Anche se annunciata, la “minoranza” decisa e determinata dei lavoratori attivi può effettivamente marcare un’importante differenza per i prossimi contratti e, ancor più, per gli stessi futuri sviluppi riguardanti il mondo del lavoro dipendente e le stesse condizioni – e gerarchie - sociali dei lavoratori “garantiti” e precari.Ora quindi è doverosa una forte campagna per il No ai protocolli su welfare e precariato.Sono queste, in fin dei conti, le premesse davvero necessarie per avviare qualsiasi contratto nazionale futuro che non voglia essere “a perdere” fin dalla partenza.Questa è la vera e unica premessa importante per riuscire a obbligare il governo a rimettere mano all’accordo. In questo senso sarà certamente la manifestazione del 20 Ottobre un passaggio fondamentale per riuscire a dare una spallata alle politiche sempre più di “destra” di un governo sempre molto poco di “sinistra” e completamente avulso dal mondo del lavoro. Il livello di precarizzazione attuale sfiora la schiavitù! Basteranno quindi poche modifiche ai due protocolli per riuscire ad ottenere dignità e rispetto?Con il voto contrario della FIOM l'"apparato affaristico/brocratico" che è la CGIL è stato certamente “intaccato” ma ancora non crediamo sia possibile sostenere che sia alle porte un reale e sostanziale cambiamento dell’intendere la rappresentanza del mondo del lavoro. Per il momento ci limitiamo all’analisi delle “possibilità”.Scenari presenti, prossimi e futuri.Il pronunciamento plebiscitario dei delegati FIOM, tuttavia, non esaurisce la sua carica e la sua valenza in questi appuntamenti, tutto sommato strettamente contingenti. Tutt’altro. Prelude a ciò che potrebbe divenire il prossimo panorama sindacale.Acclarata la “fedeltà” dei tre confederal/concertativi ai prossimi “rimaneggiamenti” politici istituzionali (al Partito Democratico in primo luogo) si apre necessariamente l’interrogativo del “che fare” per ogni forza sindacale che vuole continuare ad essere espressione autentica e di massa dei lavoratori. CGIL, CISL e UIL utilizzeranno anche il pubblico impiego, storicamente più “garantito” proprio per sancire la propria vittoria. Per questo il NO deve risuonare forte anche in questo settore!Nel pubblico impiego, e nell’Università soprattutto, più che in altri settori infatti il vuoto di rappresentanza lascia senza fiato. Da qui vogliamo ripartire!Può rimanere questo vuoto di rappresentanza in ambito sindacale?In politica ed in natura il vuoto non esiste. In ambito sindacale vale lo stesso principio.Lo scenario, dunque, è destinato a modificarsi rapidamente e radicalmente.E noi speriamo, in positivoDelusi da certo sindacalismo di base storico, sempre meno di base e soprattutto sempre meno sindacato, vogliamo darci da fare. Converrà dunque attrezzarsi fin da subito. UdB esiste per questo.Iniziamo a dare corpo e gambe a questo progetto.Il futuro è con noi. Rimbocchiamoci le mani!Aderisci, sostieni, votaUdB anche a Bologna.Se ti vuoi candidare nella lista UdB – anche se non sei iscritto – contattaciBologna, 22.09.07 UdB Università
Allegati: vol070912naznofiomanto.doc vol070923schedanowlfare.doc
Le polemicucce dei colleghi della triplice confederaleLe definiamo “polemicucce” perché non vogliamo farne un caso drammatico e perché comprendiamo perfettamente che essendo in campagna elettorale per le prossime RSU qualche colpo di fioretto sarà inevitabile (ma siamo certi che seguiranno anche le sciabolate).Riportiamo da alcuni volantini confederali:La cosa “sorprendente” è che anche in questa occasione abbiamo registrato una strana condivisione d’intenti tra l’Università e i componenti RSU eletti sulla lista ora diventata UdB. (volantino Cisl del 12/7/2007)
Ma gli incomprensibili trionfalismi di chi non ha avuto alcun ruolo nel corso della trattativa non possono farci dimenticare come ancora troppi Co.co.co., partite iva, dipendenti degli enti di sostegno e di cooperative, borse di studio e lavoro, braccianti agricoli precari sono presenti in tutta la nostra Università.(volantino Cgil/Cisl/Uil del 18/9/2007)Apprendiamo invece con stupore della partecipazione emotiva data a questo argomento da chi l'accordo non lo aveva firmato. E' un modo di far sindacato per noi incomprensibile e poco fruttuoso. Chi non ha il coraggio di firmare ottimi accordi per i lavoratori, salvo poi difenderli, non ha alcun titolo per attribuirsi il merito del successo di iniziative intraprese da altri. (volantino Cgil/Cisl/Uil del 20/9/2007)Cgil/Cisl/Uil, dunque, esprimono “sorpresa”, “incomprensione”, “stupore”: cerchiamo di alleviare la loro … afflizione con qualche chiarimento.
La trattativa sul “precariato”La prima “sorpresa” e la seconda “incomprensione” si riferiscono alla trattativa sul precariato, che era iniziata con i confederali attestati sulla richiesta di stabilizzare unicamente chi maturava i 3 anni con contratto a tempo determinato e dall’altra parte l’Amm/ne che offrì la stabilizzazione di 20 persone per il 2008 e poi più nulla.UdB nel denunciare come irricevibile questa seconda proposta disse una cosa molto semplice: non basta un solo “canale” di stabilizzazione e quindi non possiamo far rimanere fuori da ogni prospettiva gli idonei dei concorsi ed i co.co.co..Per affermare questa posizione usammo una leva molto forte: l’esperienza del Comune dove un accordo riservato esclusivamente ad alcuni aveva determinato il ricorso legale degli altri gruppi di lavoratori ed il blocco dell’accordo presso il TAR.Questo ci consentì di assumere un ruolo essenziale nella trattativa e di permettere un piano che prevede ben tre “canali” (tempi determinati, idonei dei concorsi e co.co.co.) invece dell’unico richiesto da altri. E scusate se è poco !Su queste basi ci fu una convergenza con l’Ateneo e quindi abbiamo sottoscritto (perché come abbiamo più volte detto è una leggenda metropolitana il fatto che non firmiamo mai: lo facciamo quando è il caso e quando gli accordi sono buoni).
Le progressioni economiche orizzontali (peo)Il terzo “stupore” nasce dal fatto che non abbiamo firmato l’accordo sulle peo ma abbiamo difeso il diritto di parteciparvi per chi era rimasto escluso dalla procedura.Chi si stupisce forse non ricorda che quell’accordo era partito nel 2005 con un contratto siglato da Cgil/Cisl/Uil e sottoposto alle assemblee dei lavoratori che prevedeva fondi per consentire il passaggio solo al 51 % del personale avente diritto.Fu la nostra azione (allora eravamo ancora RdB) che rese pubblica questa iniquità determinando lo sdegno dei lavoratori e che costrinse a non passare alla firma dell’accordo ed a riaprire le trattative con le quali si ottennero i soldi per far passare tutti.Diversamente si chiudeva al 51 % (perché come andavano dicendo: “la trattativa è stata lunga e difficile e non si poteva ottenere di più”) ! Però nell’accordo c’è lo sconcio delle “pagelline” che rimane una delle cose assolutamente inaccettabili, inutili e deleterie sia per il personale che per l’Università e che UdB non può sottoscrivere.Se anche le altre sigle rifiutassero una simile procedura riusciremmo a rimetterla in discussione ma ciò non toglie che l’obiettivo è cercare di far avere lo stesso lo scattino a tutti. Insomma noi procediamo senza pregiudizi cercando di ottenere dei buoni risultati per il personale e come si vede la nostra presenza fa la differenza.Senza la presenza di UdB molte cose sarebbero andate in tutt’altro modo: ma questo crediamo che i lavoratori lo sappiano perfettamente.
Fate stupire un po’ anche noiConfermiamo quindi di non aver firmato accordi come quello sui dieci minuti di pausa oppure il regolamento sulle progressioni orizzontali con annessa “pagellina”: ma sono felici i nostri colleghi in questi ultimi giorni di “valutazione” e sentono forse di aver guadagnato in dignità con l’applicazione di quanto firmato da Cgil/Cisl/Uil ?Poniamo infatti un problema centrale: è opportuno farsi rappresentare da sindacati che firmano accordi che riducono i diritti dei lavoratori, trattano al ribasso sui piccoli spazi rimasti aperti e poi pretendono anche di darci le lezioni ?Il Contratto Nazionale dell’Università firmato da Cgil/Cisl/Uil:è l’origine del sistema delle categorie nelle quali “tutte le mansioni sono esigibili”ha creato il meccanismo per il quale l’ente fa una procedura di progressione ogni 2 anni alla quale possono partecipare i dipendenti con 3 anni nella posizione economica precedente (sic !)ha fatto in modo che avere lo scattino sia l’unica possibilità per avere ogni quattro anni, se tutto va bene, qualche soldo in piùha stabilito che per avere lo scattino economico è necessario essere sottoposto ad una procedura di valutazione pur continuando a svolgere lo stesso lavoroEbbene i rappresentanti dei sindacati che hanno firmato quelle cose si presentano dai lavoratori e dicono che nella trattative locali “hanno ottenuto” !Non dovrebbero invece dire ai loro leader nazionali che quei contratti non possono essere accettati e se i loro vertici persistono ingaggiare una vera lotta e magari uscire da quelle organizzazioni?Come è noto noi abbiamo fatto cosi, ma certo comprendiamo perfettamente che lasciare il riparo, la protezione, i distacchi, ecc delle grandi e potenti organizzazioni confederali è tutt’altra cosa.
Infine il precariato.I colleghi confederali hanno tanto a cuore i precari dell’Università. Ma non si può sottacere un fatto essenziale. Il precariato c’è perché è previsto dal Contratto Nazionale dell’Università da essi stessi firmato.Non è possibile che a Roma firmino e poi vengano dai lavoratori a dire che vogliono difenderne i diritti che sono stati intaccati proprio da quelle firme.Altro esempio importante in questo senso: il 23 Luglio 2007 CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto col governo un accordo (Patto per lo sviluppo solidale e sostenibile - sic!) che peggiora le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e soprattutto dei precari .Alla nostra mente elementare questa pare una contraddizione !
VOTA CHI TI DIFENDE
VOTA UdB
Un caro saluto.
Bologna, 20 settembre 2007
Progressioni economiche orizzontali 2004-2005 (PEO):non saranno esclusi i colleghi che non avevano potuto presentare domanda.E’ con grande soddisfazione che comunichiamo che l’Ateneo ha inviato, oggi lunedì 17 settembre, le raccomandate che consentono la partecipazione alla tornata 2004-2005 delle Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) anche ai colleghi che per ragioni varie non avevano potuto, senza loro responsabilità, presentare domanda entro il termine previsto, oppure, come prescritto, l’avevano inoltrata per via informatica ma non era risultata pervenuta, probabilmente per problemi tecnici e che si erano quindi visti escludere dalla procedura di valutazione utile allo “scattino” economico.L’Ateneo ha dunque modificato l’iniziale posizione di chiusura sulla questione. Bene.Seppure restano ancora molte importanti questioni tuttora irrisolte con l’Amministrazione, e sulle quali non lesineremo le nostre energie “in battaglia”, salutiamo intanto questo accoglimento dell’istanza, che riguarda nello specifico circa 50 colleghi, come un momento positivo della “nuova gestione” della politica del personale. Sperando che duri, continuiamo a vigilare e… proporre.UdB aveva già manifestato la propria disponibilità a collaborare positivamente alla risoluzione di questo (come di altri) problema, a condizione di un’inversione di tendenza rispetto al passato. Oggi constatiamo con piacere l’utilità e l’importanza delle argomentazioni - tecniche e di “buon senso comune” - che abbiamo fornito in agosto all’Amministrazione, così come del suo atteggiamento finalmente conciliante ed a vantaggio dei lavoratori.Domanda di auspicio: perché non proseguire le relazioni sindacali e, soprattutto, i provvedimenti e i futuri contratti su questo stesso solco? Ce lo auguriamo davvero di cuore. Perseguire il bene dei dipendenti è perseguire il bene dell’Ateneo, mica il contrario…Di seguito riportiamo la lettera inviata all’Amministrazione dal nostro delegato, Giovanni Bonavoglia, con tutte le note tecniche sulla questione, che fu diffusa con il comunicato dell’8 agosto “Progressioni orizzontali: perché non escludere”. Un caro saluto.
Bologna, 17 settembre 2007
LETTERA INVIATA
Bologna, 8 agosto 2007
Ai Sigg.Presidente Commissione Personale Direttore Amministrativo Responsabile del Personale Responsabile Ufficio Dirigenziale Sviluppo Risorse UmaneResponsabile Servizio Relazioni Sindacali e p.c.:Personale Tecnico AmministrativoUniversità di BolognaLoro SediCon riferimento alla nota 23 luglio 2007, della collega Zago ed alle e-mail degli Uffici del 2 e del 3 agosto 2007, relative ai ritardi nella procedura per le progressioni orizzontali in corso, ai fini di favorire un provvedimento che vada nel senso della richiesta del personale interessato, di poter accedere alla procedura in questione, si rappresenta quanto segue.1.L’Amministrazione ha fissato, nell’ambito della procedura, 2 date di scadenza per adempimenti.Quella del 12 aprile a cui avrebbe dovuto attenersi il personale e quella del 15 luglio a cui avrebbe dovuto attenersi l’Amministrazione per concludere le valutazioni.2.Le 2 date sono state fissate entrambe con provvedimenti dell’Ufficio Dirigenziale Sviluppo Risorse Umane. Quindi dalla stessa Struttura, con uguale peso amministrativo.12 aprile: Prot. 11984 dell’8/3/2007 e15 luglio: Prot. 24919 del 23/5/2007.
3.L’Amministrazione, per propria decisione, ha prorogato la scadenza del 15 luglio, rendendo noto tale fatto - nel frattempo era intervenuta richiesta di chiarimenti da parte sindacale - in data successiva al 15 luglio. 4.Quindi, in perfetta analogia, non sussiste alcun impedimento formale alla proroga anche della scadenza del 12 aprile.5.E’ di tutta evidenza che la procedura di valutazione si conclude quando il giudizio viene comunicato al dipendente: se un Capo struttura ha in cuor suo già elaborato i giudizi ma non ha li ha comunicati, la procedura non é conclusa.La scadenza del 15 luglio si riferiva propriamente al “termine” della “procedura di valutazione”.Pertanto – nel momento in cui è pacificamente accertato che una parte dei Capi struttura non hanno concluso la procedura di valutazione - l’Amministrazione è andata, incontestabilmente, oltre il termine da Essa stessa fissato.6.Quindi se una proroga viene prevista per motivazioni inerenti l’Amministrazione non sussiste alcun impedimento a prevedere analoga proroga anche per il personale, laddove, in più, non si tratta di inadempienza da parte di quest’ultimo. 7.In relazione ad eventuale stato di necessità che ha indotto alla proroga, se esso é ascrivibile ai Capi struttura (assenza del responsabile per impegni fuori sede) si tratta di proroga che l’Amministrazione attua per proprie necessità, se è ascrivibile ad altre cause (maternità, malattie, part time verticale del personale) si tratta a maggior ragione di proroga che l’Amministrazione attua per le necessità connesse ad una procedura da Essa progettata ed attuata, ma evidentemente lacunosa benché contemporaneamente farraginosa, e di cui Essa ha la responsabilità di gestione.8.La mancata conclusione delle valutazioni entro il 15 luglio 2007 determina un ritardo nella conclusione della procedura relativa alle progressioni in questione, che si riferiscono a servizio maturato al 31 dicembre 2005, e questo determinerà un ritardo nel pagamento degli arretrati e nell’entrata a regime dell’incremento dovuto allo “scattino”.9.La procedura è stata trasmessa e condotta esclusivamente per via informatica, cosa che non manca di sollevare perplessità e riserve. Pertanto a fronte di tutto ciò sarebbe, da parte dell’Ateneo, un segnale positivo di attenzione nei confronti del personale evitare un irrigidimento su una posizione che appare francamente difficile da sostenere anche da un punto di vista formale.Chiedo quindi, per un principio di equità di fatto e di omogeneità amministrativa, di voler riconsiderare, in autotutela, il diniego espresso, consentendo al personale non ancora ammesso alla procedura di potervi partecipare.Distinti saluti,
Giovanni BonavogliaRappresentante RSU