contratti nazionali
Pagelline PDF Stampa E-mail
Friday 03 August 2007

Ancora sulle “pagelline”: che cosa fare per tutelarci !
Vi ricordate il referendum che ci fu nel novembre 2003 sul contratto integrativo ?
La posta in gioco era la valutazione individuale per la distribuzione fondo di produttività (gli attuali 89 euro lordi): pagelle di valutazione simili a quelle con cui oggi veniamo valutati ai fini della PEO (progressione economica orizzontale).
Vi immaginate la possibilità che la valutazione così come concepita oggi fosse la base per garantire più soldi al miglior posizionato ?
Non a caso fu battezzata l’indennità “signor si!” per indicare che solo i più ossequienti avrebbero potuto ottenerla.
Allora i lavoratori ci seguirono e votarono NO !
Oggi, a fronte di quanto sta succedendo, possiamo dire ABBIAMO FATTO BENE !
Questa convinzione infatti ci porta a sostenere con più forza che le pagelline vanno eliminate immediatamente e che vanno tolti dal fascicolo personale dei lavoratori tutti i documenti relativi alle valutazioni.
Purtroppo per tutti, le valutazioni sono in corso e dureranno ancora fino a fine agosto e già diversi colleghi ci stanno contattando per rappresentare i problemi che si sono manifestati per i giudizi espressi dai loro capi struttura.
I difetti della procedura li abbiamo più volte richiamati (vedi ancora il nostro comunicato del 30 luglio nel quale chiediamo anche la riapertura dei termini per chi non ha potuto presentare domanda entro il 12 aprile 2007).

1)    Il dipendente viene giudicato sulla base del suo carattere e non oggettivamente sulla base del suo lavoro.

2)    La valutazione  quindi è altamente discrezionale.

3)    E’ anche assolutamente disomogenea perché ci sono capi delle strutture che si sono rifiutati di fare i terminali delle direttive della dirigenza dell’Ateneo ed hanno valutato con indipendenza di giudizio ed altri che esaltati dal ruolo di maestrine si sono armati di matita rosso-blu ed hanno dato luogo a tragicomiche sessioni di esame.

4)    In ogni caso la procedura, non avendo come oggetto il lavoro ma la persona, si è rivelata come estremamente mortificante per il personale, che spesso si è visto giudicare da un valutatore che non conosce il suo lavoro o da un valutatore che lo conosce ma è un superiore gerarchico incapace talvolta, per formazione, di fornire al lavoratore adeguati strumenti di indirizzo ed organizzazione del lavoro.

5)    Molto spesso i capi struttura neppure sono a conoscenza di quali siano le finalità della pagellina: quanti valutatori sanno che in ballo ci sono circa 30 euro al mese e non la fatidica “carriera” ?

6)    La procedura ha un costo spropositato, rispetto alla somma modestissima che deve essere erogata al personale, sia in termini di spese vive che di impegno di ore lavorate per portarla a termine.

7)    La procedura valutativa, per come è impostata, in qualche situazione (speriamo poche, ma ne dubitiamo), ha permesso al valutatore di dare sbocco alle proprie “ire” o alle proprie “preferenze” sul valutato creando “turbamenti” anche in rapporti di lavoro fino ad allora sereni.

PER QUESTO SIAMO A DISPOSIZIONE DI TUTTI I COLLEGHI CHE:
·       NON INTENDONO FAR RIMANERE AGLI ATTI SOLO UNA VALUTAZIONE INSODDISFACENTE E CHE QUINDI VOGLIONO NOTIFICARE  ALL’AMMINISTRAZIONE LE LORO RAGIONI.
·       INTENDONO FARE RICORSO ALLA “COMMISSIONE DI GARANZIA” PER RAPPRESENTARE I MOTIVI PER CUI CONSIDERANO SBAGLIATA LA VALUTAZIONE RICEVUTA.
RIPORTIAMO DI SEGUITO UN MODULO (CHE È POSSIBILE UTILIZZARE CON UN COPIA/INCOLLA) DA INVIARE SUBITO ALL’AMMINISTRAZIONE E DA FAR PERVENIRE (SE LO RITENETE) IN COPIA ANCHE AD UdB.
Indichiamo in calce i nomi dei colleghi ai quali è possibile rivolgersi, che ci hanno dichiarato la loro disponibilità a seguire i ricorsi.
Si tenga presente che anche nel caso che sia stata apposta la firma possono poi essere inviate le osservazioni per la Commissione di Garanzia: la firma non è da intendersi come accettazione, in quanto senza firma non ci sarebbe la prova documentale dell’avvenuta valutazione.
Bologna, 3 agosto 2007 

All’Ufficio Dirigenziale Risorse Umane
Area del Personale
Università di Bologna
Il sottoscritto … cat. … in servizio presso …
vista la valutazione ottenuta in sede di procedura per le progressioni economiche orizzontali, per il biennio 2004-2005, di cui alla “Disposizione Dirigenziale Rep. 780-2007 Prot. 11984”,
comunica di ritenere insufficiente la valutazione ricevuta e si riserva di far pervenire le opportune motivazioni.
Distinti saluti,

Data e firma

 
Lettera aperta al Mobility Manager PDF Stampa E-mail
Thursday 02 August 2007

Bologna,  02.08.07

A:
Mobility Manager
Direzione Amministrativa
Direzione del Personale
Relazioni Sindacali
Personale dipendente
Università di Bologna

Gentili Signore e Signori in indirizzo,
desideriamo innanzitutto esprimere apprezzamento per l’attività del nostro Mobility Manager ed in particolare per l’ultima iniziativa relativa alla “campagna abbonamenti ATC”.
Accogliamo infatti con piacere ogni azione volta a favorire lo sviluppo di una rete di trasporto urbano ed extraurbano pubblico, garantendone al contempo un costo ridotto.
È sicuramente cosa utile e positiva non solo per i relativi - ma non secondari - aspetti economici, ma ancor più per le evidenti e positive ricadute sociali legate alla mobilità metropolitana, sul contenimento dei mezzi di trasporto privati, e quindi sulla riduzione del traffico e dell’inquinamento, in ultima analisi per una miglior qualità della vita.
Abbiamo peraltro già presenti gli esempi di altri Enti Locali che prevedono per i loro dipendenti la possibilità di sottoscrivere gli abbonamenti a prezzi ancor più contenuti  (anche intorno ai 25 euro annui) di quanto a noi, dipendenti universitari, proposto.
La cosa, va da sé, è certamente di maggior stimolo a fare altrettanto.
Tuttavia solleviamo qualche perplessità circa la ventilata ipotesi della “obbligatorietà” dell’adesione all’abbonamento da parte di tutti i dipendenti e il costo indicato (tra i 70 e gli 80 euro annui).
Vogliamo naturalmente presumere che per ciò che riguarda il soggetto “personale strutturato dell’Università” si intendano TUTTE le categorie, ovvero Docenti, Ricercatori e Tecnici Amministrativi.  Una platea di circa 6.500 persone, se la memoria non ci difetta.
Un bacino dunque di tutto rispetto, certamente superiore ad Enti Locali quali la Provincia di Bologna e la stessa Regione Emilia Romagna, e di pari peso col Comune di Bologna.
A fronte di questa considerazione viene quindi naturale ipotizzare una convenzione più economicamente “in linea” con i suddetti Enti.
In considerazione, poi, delle positive ricadute sociali prima richiamate invitiamo ad una riflessione sulla possibilità di considerare la proposta come una sorta di “tassa di scopo” sulla mobilità metropolitana, alla quale non saremmo in linea di principio contrari. In poche parole, se è possibile fornire un piccolo contributo per far migliorare l’aria ed il traffico di Bologna (e provincia) ed ottenere anche la possibilità di fruire dei mezzi pubblici, anche laddove non si sia strettamente e/o personalmente interessati ad essa, si può accettare di buon grado il  pagamento di un  giusto e proporzionato  importo.
Assumendo quest’ottica, e trattandosi, in tal caso, appunto di tassa di scopo, sarebbe altrettanto necessario prevedere la differenziazione dell’importo sulla base del reddito: non sarebbe infatti né giusto né etico che il bidello pagasse quanto il professore o il dirigente.
Per queste motivazioni, e con le osservazioni sopra riportate, ci dichiariamo dunque sin da ora disponibili a trovare una proficua soluzione ad uno specifico  tavolo di trattativa di cui sollecitiamo senz’altro la convocazione sulla interessante questione, fiduciosi in un positivo riscontro.
Nel ringraziare tutti per l’attenzione, cogliamo l’occasione per augurare un buon mese di agosto a tutti i colleghi.

Un cordiale saluto.

p. UdB - Ateneo di Bologna

Antonella Zago

 
Joomla School Template by Joomlashack
School Joomla Templates and Joomla Tutorials