contratti nazionali
Notizie INPDAP PDF Stampa E-mail
Wednesday 18 July 2007

Per completare l’informazione già data con il precedente comunicato sulle nuove disposizioni relative all’inpdap, diamo il sito al quale è possibile collegarsi per avere altre notizie:
Http://www.inpdap.gov.it/webinternet/comunica/articoli/index2.asp
Inoltre abbiamo inviato all’amministrazione la lettera che riportiamo di seguito chiedendo che vengano date, anche a cura dell’ateneo, tutte le indicazioni utili per il personale interessato.

A:

Direzione Amministrativa

c.a.:

Direzione del Personale

Ufficio Stipendi

Ufficio Affari Generali

Università di Bologna

LORO  SEDI

Oggetto: DM  7 marzo 2007, n. 45 (Gazzetta Ufficiale del 10/04/2007, n. 83) – Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Il DM del 7 marzo 2007, n. 45 citato in oggetto, recante norme in materia di accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate dall’INPDAP, pone ad avviso dello scrivente sindacato l’opportunità di assicurare, da parte di codesto ateneo - datore di lavoro -, ogni informazione al riguardo in favore del personale destinatario della citata norma.
Com’è noto la norma non innova nulla per quanto riguarda il personale T.A. a tempo indeterminato e docente di ruolo in quanto il contributo “Fondo Credito” per queste categorie di personale è obbligatorio.
L’obbligatorietà di detto contributo è dettata sin dal DPR 05\01\1950, n. 180, art. 17, 1° comma (e correlato regolamento attuativo di cui al DPR 895/50) nonché dal DPR 1032/73, art. 37, 2° comma, che così prevede: “Il contributo obbligatorio per il credito, a carico degli iscritti aventi diritto alle prestazioni creditizie, è pari allo 0,50% (in seguito ridotto all’attuale misura dello 0,35% dalla L. 662/96) dello stipendio, paga o retribuzione mensili considerati al lordo in ragione dell’80 per cento”.
Ciò premesso, la scrivente O.S. sottopone all’attenzione di codesta amministrazione le problematiche che seguono.
A)   Questione “pensionati già dipendenti pubblici”
In considerazione del subentro dell’INPDAP alle università nella liquidazione dei trattamenti pensionistici e correlato atto d’intesa fra università ed INPDAP per il trasferimento delle funzioni in materia pensionistica, con riferimento al profilo legato al “pensionato già dipendente pubblico” VALUTI codesto ateneo, in accordo con la competente sede INPDAP, competenza e modalità con la quale assicurare al dipendente pensionando ogni utile informazione al riguardo di quanto previsto dal citato DM e, in particolare, sulla regola del silenzio-assenso.
B)   Questione dipendenti in servizio iscritti presso enti o gestioni diverse da INPDAP
L’art. 1 del DM 07/03/07, n. 45, prevede che “Il presente regolamento si applica...ai dipendenti... di enti e amministrazioni pubbliche di cui all'art.1, 2° comma, del D.Lgs 165/01 iscritti a fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall'INPDAP”. A tale riguardo, tenuto conto che gli atenei sono enti pubblici (ad autonomia funzionale) - pubbliche amministrazioni annoverate nell'art. 1, 2° comma, del D.Lgs 165/01 per espresso richiamo normativo, si chiede all’Università di Bologna di assicurare – tramite circolare indirizzata a tutti i dipendenti interessati nonché pubblicazione sul sito Web di ateneo – ogni adeguata e completa informazione in merito, in particolare sulla regola del silenzio-assenso e sulle prestazioni creditizie agevolate erogabili dall’INPDAP. Si chiede, inoltre, di provvedere a rendere disponibile correlata modulistica idonea ad esprimere la volontà di rinuncia al contributo di cui al DM citato.
La richiesta di cui al paragrafo B) è motivata dalla constatazione che fra i “dipendenti” delle università figura anche personale dipendente contrattualizzato - dipendenti pubblici a tutti gli effetti - iscritti all’INPS, quindi, secondo la formulazione del DM suddetto, ad “enti o gestioni previdenziali diverse dall'INPDAP”.
Si tratta dei lettori/CEL – collaboratori esperti linguistici (sia a tempo indeterminato che a tempo determinato) e di quella parte di personale TA a tempo determinato che, in virtù della durata del contratto a termine (in particolare se inferiore all’anno ex Legge 1077/76, art. 1-2° comma e art. 4), è iscritta all’INPS.

Lasciando ad altri interventi sindacali ogni valutazione di ordine “politico” (leggi l’antidemocratica regola del silenzio-assenso) la scrivente O.S.  è consapevole che i dubbi interpretativi e le correlate difficoltà applicative poste dal DM citato in epigrafe scontano la mancanza (a tutt’oggi) di chiarimenti univoci da parte dell’INPDAP. Basti pensare, ad esempio, che le prestazioni creditizie non sono erogabili a chiunque bensì solo al personale in servizio che soddisfi certi requisiti (ad esempio il DPR 05/01/1950, n. 180, art. 7, 1° comma prevede che “La facoltà di contrarre prestiti... non può essere esercitata da chi non abbia compiuto quattro anni di servizio effettivo nel rapporto di impiego o di lavoro, val ido ai fini del trattamento di quiescenza”).
Ringraziando sin d’ora per la sollecitudine che si vorrà riservare alla presente e certi che le questioni poste siano, peraltro, già all’attenzione dei competenti uffici dell’amministrazione universitaria, si porgono distinti saluti.
UdB Università di Bologna

 

 
Sconcertante proposta dell’Ateneo sul precariato PDF Stampa E-mail
Friday 06 July 2007

Incontro con l'Amministrazione del 5 luglio 2007
Nella seduta odierna la Parte pubblica ha solo riproposto le posizioni già espresse in precedenza (cfr. comunicati incontri 18 e 22 giugno) sui  vincoli di bilancio per giustificare il fatto che non ha predisposto un piano di stabilizzazione per il precariato. Alla fine la Parte pubblica ha formalizzato la sua proposta, di cui riportiamo la sostanza nei seguenti punti.
La proposta della Parte pubblica
1) Stabilizzazione nell’ambito del piano triennale di fabbisogno del personale 2008-2010.
2) Tale piano di fabbisogno può prevedere nella migliore delle ipotesi solo il turn over del personale.
3) Per il 2008, il 20% di questo turn over riservato alla stabilizzazione del personale a tempo determinato.
4) Per il 2009 ed il 2010, la riserva di questo 20% è subordinata: a) all’ammissione dell’Ateneo ai fondi nazionali per la stabilizzazione; b) all’esclusione dei costi di stabilizzazione ai fini del raggiungimento del tetto del 90 % dell’FFO.
5) Proroga dei rapporti di lavoro precari salvo vincoli giuridici e finanziari.
Valutazione della proposta
Il turn over è valutabile dai 20 ai 40 posti all’anno, anche dando per buone stime mirabolanti (che pure si sono udite, ma tutto sempre e solo rigorosamente verbalmente) che potrebbe arrivare a 100 posti il prossimo anno, significherebbe che nel 2008 vengono assorbiti ben … 20 precari (il 20 % di 100).
Questo anche per il 2009 ed il 2010 ?                                          Niente affatto !
Per quegli anni l’assorbimento è subordinato a varie e vaste condizioni che dipendono (nientemeno) dalla politica governativa (…ammissione ai fondi … esclusione dei costi …).
Finanziaria 2007 e Direttiva n. 7 stabiliscono in via definitiva, senza possibilità di equivoci e senza condizioni “la proroga ex lege dei contratti relativi al personale destinatario della stabilizzazione fino alla stipula del contratto a tempo indeterminato”.
La Parte pubblica a completamento della sua offerta chiede ai rappresentanti dei lavoratori di rinunciare, per i loro rappresentati, a questa disposizione, degradandola da disposizione con valore assoluto ad eventualità subordinata ai soliti vincoli giuridici e finanziari (salvo vincoli …).
Si tratta di una richiesta veramente … straordinaria !
Comportamenti da assumere
UdB ritiene che ogni e qualsiasi, sia pur minima, apertura di credito alla controparte, di fronte alla proposta presentata, sia un errore che allontana ogni possibilità di soluzione del problema del precariato.
La proposta deve essere respinta al mittente come irricevibile.
Auspichiamo che tutte le sigle adottino una tale linea di fermezza, perché anche se qualche volta si è sentito parlare di passi avanti c’è da dire francamente che dall’inizio di questa trattativa non se ne sono proprio visti (semmai diversi all’indietro).
La richiesta di una soluzione per tutti i precari
Ribadiamo la richiesta che abbiamo già formulato della necessità di un piano di stabilizzazione per tutti i precari che preveda numeri e tempi delle assunzioni accettabili.
A questo proposito sono opportune alcune importanti (crediamo) precisazioni.
Finanziaria e Direttiva, positive per un verso, mancano completamente di stanziamento di risorse per la stabilizzazione e dividono i lavoratori (contratti a tempo determinato, dipendenti non più in servizio che hanno maturato nel precedente quinquennio i diritti, dipendenti che li hanno maturati presso diverse amministrazioni, co.co.co., idonei di graduatorie di concorso, ecc.).
Se non si realizza un piano unitario che tenga conto delle legittime aspettative e diritti di tutti questi gruppi si condurrà un’azione in ordine sparso che sarà poco efficace, che creerà conflitto tra i lavoratori e nella quale i gruppi esclusi ricorreranno per vie legali inceppando, verosimilmente, il meccanismo generale. C’è già notizia di quanto sta succedendo al Comune di Bologna, dove chi è rimasto “inchiodato” alle graduatorie è ricorso al T.A.R. bloccando così la stabilizzazione. Anche l’Ateneo di Bologna ha espresso qualche dubbio tanto da palesare la necessità di consultare l’Avvocatura dello Stato per verificare il rapporto tra le graduatorie esistenti e la stabilizzazione.
Agendo diversamente si finisce, tra l’altro, con l’essere meno generosi della Finanziaria e della Direttiva che contemplano anche la stabilizzazione dei co.co.co.
I colleghi precari sono fondamentali per il funzionamento dell’Ateneo. Abbiamo bisogno di loro per far funzionare “la macchina”. Nel caso in cui non si proceda alla loro stabilizzazione che succederà visto che in molti hanno maturato il diritto all’assunzione? Verranno forse prorogati a vita? E’ evidente che la riserva del 20% del turn over non è altro che una scelta in senso contrario alla stabilizzazione.
Il fatto è che questo tipo di vertenze non devono diventare l’orticello privilegiato di questa o quella sigla perché questa è un’illusione che finisce con sistemare un piccolo gruppo di privilegiati (magari si sposta la percentuale della proposta al 30 o al 40%  invece del 20) ma col far rimanere fuori tutti gli altri.
Ultimissima cosa (per ora). In base alle due norme le amministrazioni dovranno provvedere a pubblicizzare l’avvio delle procedure “mediante avviso”. In pratica dovranno emettere dei bandi. Ricordiamo che questo è un dovere stabilito dalle norme, non è una conquista sindacale, non è un passo avanti, non è una vittoria (è solo l’applicazione delle regole stabilite). 
Nel frattempo c’è anche qualche ente che approfitta della normativa per assumere e non si limita ai soli precari definiti dalle normative. Oltre ai tempi determinati assume anche dalle graduatorie. Ci sembra questo il modo più lungimirante di affrontare il problema.

Bologna, 6 luglio 2007                                                           UNITÀ di BASE

 
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