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Governance degli atenei: coincidenza quasi perfetta PDF Stampa E-mail
Thursday 29 October 2009

 

Approvata la riforma dell'Università dal Consiglio dei Ministri. In attesa dei prossimi decreti dobbiamo creare un movimento di resistenza forte e per questo ci uniremo a Cub Scuola per costituire insieme un settore università forte che contrasti anche a livello nazionale l'applicazione di queste normative.

No all'aziendalizzazione degli atenei e alla messa in mobilità del personale tecnico amministrativo.

In sintesi un'aziendalizzazione spicciola a scapito di ricerca e didattica e dei posti di lavoro. Ecco i punti essenziali:

  • i rettori possono essere anche nominati e hanno sempre più poteri;
  • i CdA i cui membri sono al massimo 11, non sono più elettivi ma di nomina; non è prevista la partecipazione del personale tecnico amministrativo; è previsto un solo rappresentante degli studenti; il resto dei membri sono personalità esterne nominate;
  • in fatto di organizzazione i poteri si concentrano nelle mani della nuova figura di direttore generale che sostituisce gli attuali Direttori Amminsitrativi.
  • il personale tecnico amministrativo non avrà più rappresentanza nemmeno nei consigli di dipartimento e non sono previsti organi quali i consigli del personale tecnico amministrativo;

Ma quale opposizione a tale decreto? Un semplice lamentio del PD che, pur essendo in accordo con la struttura aziendalista delle nuove università, vorrebbe che il Senato Accademico, composto di docenti, avesse più poteri e che il Rettore potesse essere sfiduciato.

CGIL invece attende il dibattito essendo già in accordo sull'eliminare tout court la rappresentanza del personale tecnico amministrativo in CdA.

Vi consigliamo, se volete apporfondire di leggere sia il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 Ottobre 2009   che la bozza di legge presentata dal pd il  22 Maggio 2009.

 
Il macchinista RLS delle ferrovie, Dante De Angelis, è stato reintegrato! PDF Stampa E-mail
Tuesday 27 October 2009

LE Ferrovie DOVRANNO pagare spese di giudizio. Tra 60 giorni le motivazioni della sentenza
Il giudice del lavoro reintegra De Angelis
Era stato licenziato a Ferragosto del 2008 dopo aver denunciato l'insicurezza dei treni Eurostar


ROMA - «È finito un incubo. Dopo più un anno d'attesa finalmente mi sento sollevato». Ha vinto Dante De Angelis: licenziamento annullato, immediato ordine di reintegrazione e risarcimento di tutte le retribuzioni perdute. È la sentenza del giudice del lavoro di Roma Dario Conte sulla vicenda del licenziamento del ferroviere Dante De Angelis. Macchinista del deposito locomotive di Roma-San Lorenzo, De Angelis fu sollevato dall'incarico dopo che le Ferrovie gli contestarono di aver reso dichiarazioni contrarie alla verità sulle cause e sugli effetti di un episodio risalente al 14 luglio 2008, vigilia di Ferragosto, quando, a Milano, un Etr senza passeggeri si «spezzò» mentre veniva trasferito dall'officina della Martesana alla stazione centrale. Per il macchinista licenziato, e adesso reintegrato, lo «spezzamento» era stato un incidente potenzialmente molto pericoloso in quanto era anche un campanello d'allarme che poneva all'attenzione la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr. Il giudice del lavoro ha condannato Ferrovie a pagare le spese di giudizio. Tra 60 giorni le motivazioni della sentenza.

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Sciopero del sindacalismo di base PDF Stampa E-mail
Friday 23 October 2009

Oggi sciopero generale,

con manifestazioni a Milano, Roma e Torino, una mobilitazione generale che ha visto i lavoratori della scuola insieme agli studenti, ai lavoratori dell’industria, della sanità, del commercio e dei servizi, dei trasporti, del pubblico impiego e i pensionati.

sciopero milano

 

La manifestazione di Milano ha visto un’imponente partecipazione di circa 150mila persone al corteo che si è snodato da piazza Cairoli fino all’Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti.
Anche il corteo di Roma ha visto una buona partecipazione, e un discreto successo ha riscosso anche il presidio di Torino, per un appuntamento che continua un percorso di iniziative di lotta e mobilitazione con ulteriori sviluppi già nelle prossime settimane.
Tra gli obiettivi del Sindacalismo di Base troviamo la difesa della stabilità lavorativa con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, la trasformazione in contratto a tempo indeterminato dei contratti a termine dei precari, la difesa del reddito per cassintegrati e lavoratori atipici, e forti aumenti di salari e pensioni e l’introduzione del canone sociale.
Troviamo inoltre l’opposizione ai tagli nella scuola pubblica, la messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico, e un forte impegno in favore della “green economy” con la creazione di nuovi posti di lavoro in questo settore, contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua.
Altri importanti temi contenuti nelle rivendicazioni della CUB sono l’uscita dai fondi pensione, un pesante inasprimento delle pene per chi causa morti sul lavoro e la difesa del libero diritto di sciopero e di manifestazione.

MILANO, 23 ottobre 2009. CUB - Confederazione Unitaria di Base

 
Scuola: la voce si sente PDF Stampa E-mail
Thursday 10 September 2009

SCUOLA: una mobilitazione a tempo indeterminato - Con le azioni di protesta di questi giorni i precari e le precarie della scuola hanno ottenuto un primo, importante, risultato: hanno preso la parola,

 

hanno dimostrato che esistono, che sono donne e uomini in carne ed ossa e non numeri da valutare al mero fine di tagliare le risorse destinate alla scuola pubblica, come pretendono il Ministro dell'Istruzione non più pubblica Maria Stella Gelmini ed il suo tutor Giulio Tremonti.
Mettendosi in gioco, occupando gli USP ed incatenandosi queste lavoratrici e questi lavoratori hanno reso visibile lo scandalo di una manovra che colpisce, in primo luogo, i precari e le precarie e, in realtà, la scuola pubblica ed i diritti sociali di tutti i cittadini.
Rivendicando il diritto elementare al reddito, al lavoro, al riconoscimento delle loro competenze questi colleghi stanno difendendo la scuola pubblica, la scuola di tutti e di tutte e lo fanno con gli unici mezzi che hanno a disposizione: la mobilitazione diretta.
 Si tratta ora di estendere e coordinare la mobilitazione, di opporsi con forza alla politica scolastica di un governo che è arrivato, come a Salerno, a far caricare dalla polizia le colleghe ed i colleghi impegnati nella manifestazione, di costruire una mobilitazione che coinvolga colleghi e colleghe di ruolo e precari, famiglie, studenti.
La CUB Scuola ha già indetto lo sciopero della scuola per il 23 ottobre nell'ambito della mobilitazione generale stabilita dal sindacalismo di base, ma nei prossimi giorni si impegna a sostenere le mobilitazioni locali, ad organizzarne di nuove, ad indire assemblee di scuola e di zona per affrontare l'emergenza organico nella scuola e  per costruire unitariamente nuove e più incisive scadenze di lotta.

Torino 3 settembre 2009

Per la CUB scuola
Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

 
11.275 milioni di euro sono nostri PDF Stampa E-mail
Thursday 10 September 2009

L’ INPS gode di ottima salute: Nel 2008 l’insieme delle gestioni sono attive di 11.275 mln/€. Il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate (trasporti, elettrici, telefonici ed dirigenti (INPDAI), è ampiamente in attivo di 9.011 mln/€.
Esistono da subito risorse disponibili per aumentare le pensioni, ricostituire il loro potere d’acquisto eroso dal 1992 e migliorare le indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dei governi, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.

Ministri, giovani e vecchi imprenditori, economisti di bottega sollecitano una nuova riforma delle pensioni con l’intento di abbassare la spesa pensionistica e di conseguenza la parte di contribuzione a carico delle imprese.

Dal 1° gennaio 2009, i lavoratori pagano più contributi e l’Inps paga con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale.

  • Per effetto della legge finanziaria, il governo non versa più all’inps il costo di alcune prestazioni assistenziali/previdenziali, quali ad esempio: l’incremento degli assegni al nucleo familiare; la revisione dei requisiti di accesso al pensionamento anticipato; incremento dell’indennità di disoccupazione non agricola, a requisiti interi e a requisiti ridotti; il miglioramento dell’indicizzazione del meccanismo dei cosiddetti tetti; l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione anticipata e redditi da lavoro.
  • tale grave decisione è stata assunta dal Governo con la motivazione che all’INPS con l’aumento della contribuzione dei lavoratori ha avuto notevoli incrementi delle entrate.
  •  scattano dal primo gennaio del 2010 i nuovi indici per definire la pensione in base al calcolo contributivo. Il taglio dell'assegno pensionistico, a seconda dei casi, varierà dal 6 all'8 per cento
  • successive modifiche saranno disposte con cadenza triennale e non più quinquennale, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze senza alcuna trattativa

Si tenta di aumentare l’età pensionabile a partire dalle donne del pubblico impiego, per le quali con furbizia si utilizza una richiesta di parità da parte della comunità europea

Inps: chi paga le pensioni?
L’Inps, nella sua globalità, chiuderà il 2008 con un avanzo finanziario di 11.275 milioni di euro; il bilancio preventivo 2009 prevede un avanzo di 10.443 milioni di euro.

A tale risultato hanno contribuito nel 2008 in modo determinante le gestioni lavoratori dipendenti, (2.228 mln/€ di attivo), la gestione prestazioni temporanee (9.279 mln/€ di attivo) e la gestione lavoratori parasubordinati (8.515 mln/€ di attivo).
Il Fondo pensione lavoratori dipendenti nel 2008 ha avuto risultato economico positivo per 9.011 mln/€.
Le ex gestioni autonome, incorporate in quello dei lavoratori dipendenti, invece hanno speso più di quanto incassato (ex fondo trasporti: -1.040 mln/€; ex fondo elettrici: -1.995 mln/€; ex fondo telefonici: -638 mln/€  ex INPDAI: -3.110 mln/€) e quindi il risultato economico si è ridotto a 2.228 mln/€. 
Come da tempo avviene, nel 2008 sono state in profondo rosso le gestioni coltivatori diretti e mezzadri (-5.074 mln/€), artigiani (-3.195mln/€), il fondo del clero (-115 mln/€); continueranno ad esserlo anche nel 2009 e l’Inps prevede in rosso anche la gestione degli esercenti attività commerciali.
I lavoratori dipendenti versano più di quanto ricevono e i loro contributi, per decisione dei governi, vengono utilizzati per pagare pensioni ad altre categorie di cittadini dei quali non si discute il diritto ma il chi paga.
Esistono quindi le condizioni per aumentare le loro pensioni e le indennità di cig; lo stato provveda a coprire le spese che decide con le tasse senza metterle a carico dei lavoratori.
A carico della spesa pubblica c’è, anche se non totalmente, la parte assistenziale, (43 voci di spesa che vanno da pensioni sociali, assegni sociali, assegni vitalizi, maggiorazione sociale al minimo, coltivatori diretti ante 89, pensionamenti anticipati, pensioni d’annata, invalidi civili, portuali, ex combattenti, assegni familiari a coltivatori diretti, sgravi contributivi alle aziende, esoneri contributivi, agli assegni natalizi ai tubercolosi ecc.
Per paradosso, se si volesse ridurre la spesa pubblica, bisognerebbe tagliare l’assistenza, non certo le pensioni, abbondantemente pagate con i contributi che il lavoratore versa per 35-40 anni.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dello stato o dei politici, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.
La Cub rivendica da subito l’aumento delle pensioni, ricostituendo il potere d’acquisto eroso dal 1992 e delle indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito. Ciò è indifferibile per contrastare le condizioni di disagio di milioni di pensionati e centinaia di migliaia di cassintegrati e per rilanciare i consumi interni e quindi la produzione di beni e  servizi.
Elaborazione a cura dell’Ufficio Studi Cub su dati Inps

 
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